martedì 16 settembre 2008

Una via d'uscita

Ragionando con Riccardo delle recenti avversita' subite dal Napoli- e di riflesso da Napoli- ad opera di un governo e di una giustizia di parte, venivamo alla stessa conclusione circa le cause divergendo sulle soluzioni possibili.
In breve(allargando il discorso sportivo a quello geo-politico), quanto era accaduto era stato se non preordinato certamente favorito e accentuato dagli organi del potere centrale, manovrati ad arte per scopi che possono supporsi essere di distrazione da quanto veniva legiferato in Parlamento.
La necessita' d'ingabbiare la magistratura perche' non nuocesse la casta, l'introduzione di un federalismo sempre piu' spinto a danno delle regioni piu' deboli, dopo che per un secolo e mezzo -dall'unita' d'Italia- niente di realmente efficace era stato fatto perche' il meridione si portasse alla pari del resto d'Italia.
Anzi il mancato sviluppo ha permesso di mantenere vivo un serbatoio di consumatori di prodotto interno e di manodopera concorrenziale, nonche' di far affluire voti ai principali partiti di governo grazie a un controllo ferreo del territorio attraverso le grandi criminalita'.
Questa simbiosi politica-criminalita' ha favorito tutti quei processi di degrado e
di mancato sviluppo che sono alla base della situazione attuale.
Per fare un esempio virtuoso basterebbe guardare a quello tedesco che e' riuscito
a IMPORRE uno sviluppo alla parte orientale in meno di un ventennio, favorendo un progresso che le nostre regioni non hanno avuto in 150 anni.
Questo il dato. Quali soluzioni?
Prima cosa che tendo ad escludere e' una via all'autonomia che mi sembra veramente
impercorribile: troppe le differenze tra le regioni venutesi a creare dall'unita' ad oggi. Non avrebbe senso proporre un modello di stato unitario come quello borbone che non raccoglierebbe alcun consenso fra le altri regioni, a parte l'impossibilita' di realizzarlo contro il volere del potere centrale .
Meno utopistico sarebbe un modello federalista, ma quale sarebbe il vantaggio per il meridione di un tal modello, auspicato soprattutto dalla lega?
In un meridione senza sviluppo, infrastrutture, grande finanza, privo di risorse naturali e svuotato da decenni di sottosviluppo, sarebbe un clamoroso autogol, un condannarsi a cadere a un livello economico dei paesi dell'est europa, con poche prospettive di un miglioramento nel medio e forse lungo periodo.
I problemi incancreniti nei decenni (come criminalita', occupazione, degrado ambientale, etc,) hanno bisogno di uno sforzo impossibile per un meridione allo stremo che cadrebbe solo in baratro ancora piu' profondo.
Purtroppo c'e' bisogno di un'azione congiunta di forze locali, nazionali e europee, nel senso di sfruttare gli aiuti comunitari per contribuire a questa crescita.
Naturalmente perche' questa azione e impiego di risorse e capitali non finisca nelle maglie della corruzione e della criminalita' si deve rifondare la politica a livello locale e nazionale.
Per fare questo c'e' bisogno di una nuova forza politica anche a carattere locale, che sulle orme di una Lega possa risvegliare le coscienze sopite delle nostre popolazioni. Acquistando nel tempo consenso e seggi in parlamento potrebbe imporre
una politica diversa che favorisca lo sviluppo che necessita alla parte svantaggiata.
Una strada lunga e difficoltosa.
Una via diversa sarebbe quella di appoggiare quelle forze alternative nazionali, che seppur non direttamente rappresentanti della istanze meridionaliste, contrapponendosi alla politica tradizionale per metodo e trasparenza, finirebbero per favorire quel processo di rinnovamento e di politica virtuosa utile ad aprire una nuova fase anche per il meridione. Anche questa e' ovviamente una via lunga e faticosa, ma non ci sono soluzioni rapide per problemi cosi' complessi.

domenica 14 settembre 2008

'A preghiera da siccetella (by Zebantide)

Siccome ha portato bene lo scorso anno...

Ne lu mare mio nostrano
jetta 'a rezza, capitano!
Tira 'ncoppa a tutto schiano
siccetelle 'e primma mano.
So l'addore da frischezza,
vive zompano dinta 'a rezza,
dint'e mmane l'accarezza
mentre me priparo 'o scherzo.
Siccetella, una parola
dice tu p'a squadra viola
gia' me basta chella sola
e 'o penziero me cunsola,
accussi 'nterra 'a sta rena
nun te porto pe' la cena
si stasera appena appena
nuje vattimmo 'a Fiorentina!!

venerdì 12 settembre 2008

Ridiamoci su...!

Ho preso spunto da questa simpatica barzelletta per divertirmi a scrivere solo l'ultimo paragrafo....chi si diverte con me a continuarla ???



Lezioni di economia: hai 2 mucche


SOCIALISMO:

Hai 2 mucche.
- Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

SOCIALISMO PURO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da' esattamente il latte di cui hai bisogno.

SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A prendersi cura di loro e' un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da' esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.


COMUNISMO:

Hai 2 mucche.
- Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:

Hai 2 mucche
- Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:

Hai 2 mucche.
- Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:

Hai 2 mucche.
- La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:

Hai 2 mucche.
- Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.


DEMOCRAZIA:

Hai 2 mucche.
- Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:

Hai 2 mucche.
- Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA:

Hai 2 mucche.
- Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:

Hai 2 mucche
- Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:

Hai 2 mucche.
-Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti vieta sia di mungerle che di ucciderle.

FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.

POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di "proprieta'" e' simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa eta'(ma altrettanto preziosi per la societa') e di genere non specificato.

CONTROCULTURA: Ehi, capo... un tipo che dice che ci stanno due mucche. Oh! Devi proprio farti un tiro di 'sto latte.

SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni di fisarmonica.

SOTTO WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po' di latte: provi a mungere una vacca, ottieni il messaggio "Errore generale di protezione al corno FFFFF, se il problema persiste contattare il fornitore del bovino", e ti si piantano tutte e due le vacche. Su Internet trovi che e' possibile aggiornare i drivers, scaricando il file "Cow_OK.dll", di 18 mega. Dopo un paio d'ore di modem, lo inSTALLI, fai ripartire le vacch... pardon, il sistema, il quale non riconosce piu' le mammelle. Allora devi reinSTALLARE tutto daccapo: formatti (a bastonate) le vacche, installi WIN95, a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le due vacche e vai in vacanza all'Hotel Flamingo

BERLUSCONISMO:

Hai 2 mucche.
- Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

PRODISMO:

Hai 2 mucche.
- Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

MASTELLISMO
Hai due mucche.
Vai in giro promettendo di regalare il latte a tutti e ti fai regalare
altre 10 mucche. Con il latte ci riempi la piscina della moglie a
forma di conchiglia. E contemporaneamente la fai nominare
presidentessa del consorzio per i sussidi ai bovini. Un giudice che
vuole indagare sulla questione lo trasferisci a Ponza. E dopo di ciò,
quando ti vogliono carcerare, inizi a piangere dicendo che tutti sono
contro di te e che non fai parte della casta.

TOSEL..LISMO
Hai due mucche.
Le hai comprate un estate di 4 anni fa da un fallimento le porti a Paestum le curi e le fai crescere sane e forti, producono latte ogni domenica per almeno 40 o 50.000 persone, nessuno produce tanto latte come quelle mucche, al punto che da Qualità di Serie C viene classificato Latte di Serie A; però questo latte è così buono da competere per Qualità e Produzione alle mucche Padane e comincia a diffondersi l'invidia più becera in tutta Italia, al punto da diffondere la preoccupazione che potessero essere alimentate dalla Monnezza della Camorra.
Tutte le città d'Italia così chiuderanno le porte al tuo latte per un anno.
Non bastasse un nanerottolo furuncoloso decide che le mucche non vadano alimentate per almeno un mese e mezzo per Purgarle. A questo punto tu minacci di abbandonarle. Altri allevatori vorrebbero averle ma aspettano di vedere se le poverine resisteranno senza mangiare fino alla fine di Ottobre, per poterle comprare con 4 soldi.

PS: nessuno sa che Gennarino di notte s'intrufola nel San Paolo con la "marennella" !!!!


CAMORRISMO
Hai due mucche.
La camorra viene e ti dice che per ogni 10 litri di latte glie ne devi dare 5...a fine anno per evitare le botte gliene dai 8 così fin quando nn decidi di venderti le mucche perchè ti costano troppo (dovendo pagare anche il pizzo)se non lo fai te le fanno saltare in aria....POVERE MUCCHE!

mercoledì 10 settembre 2008

Caro Napoli non distrarti....

Riporto questo articolo di B.Gaipa di TUTTONAPOLI.NET che condivido pienamente...


E' sotto gli occhi di tutti. E' un evidente dimostrazione di quanto stia facendo preoccupare le grandi realtà. Ora che il film Napoli è distribuito anche in Europa (Coppa Uefa), ha attori importanti, di talento e di prospettiva (Lavezzi, Hamsik, Santacroce), ha un bilancio sanissimo, un regista di altissimo livello (Marino), un produttore nonchè imprenditore vincente (Mr.Aurelio De Laurentiis) e può vantare di avere uno dei pubblici più numerosi e calorosi nel mondo, ora sì che fa paura.
Ora sì che ha le spalle forti per ritagliarsi le fette di mercato più succulenti. Ed è questo che risulta scomodo. La crescita esponenziale del progetto Napoli è inversamente proporzionale all'entusiasmo dei club concorrenti, che iniziano davvero a soffrire questo grande ritorno azzurro.
Non solo il Napoli fa più notizia, perchè è una città che vanta storia, cultura, tradizione e un'identità che è nota al mondo intero. Ma il Napoli fa più paura, perchè se diventa una forza economica, se alla sua impareggiabile passione e fede calcistica si unisce l'intelligenza imprenditoriale, allora il binomio è pericoloso, i requisiti cominciano a diventare quelli giusti per creare un'azienda vincente. Mi ripeto: con un bilancio in salute (dopo appena 4 anni dal fallimento), un dirigente tra i più preparati e qualificati (Marino) dipendenti al massimo della produttività (i calciatori), clienti sempre più numerosi (i tifosi) e contenti dei risultati dell'azienda, in virtù dei quali gli stessi sono sempre più propensi ad investire tempo e risorse per stare vicino alla squadra del cuore (basti pensare ai numeri che sta facendo registrare per le partite di Uefa), il Napoli rappresenta una vera e propria minaccia per chi da anni è incontrastato al vertice del calcio italiano.
Non che siano loro a volere il male del Napoli, ma di certo è più comodo e propedeutico, di fronte agli episodi di Roma Napoli, generalizzare, dimenticando (o accantonandolo di proposito) la parte buona della città, degli oltre 60000 che ogni domenica investono dai 20 ai 50 euro per godersi uno spettacolo domenicale. Quelli sono il fulcro della passione azzurra.
Chi dalla C alla A è stato vicino al Napoli, e ha voluto sostenerlo perchè credeva in questo ritorno, in questa ascesa, quello è il tifoso più penalizzato. E' a lui che si colpisce quando si parla male del "tifoso" napoletano. E' a lui che si fa male quando si squalifica il campo,si vieta una trasferta, o si chiudono le curve.
Il Napoli è in piedi, ha una base solida e non lascerà certo intimidirsi da queste iniquità ormai evidenti. E la squadra e l'ambiente devono restare compatti di fronte all'ennesimo tentativo di destabilizazzione. E i tifosi, quelli veri, cioè il 99,9 % dei napoletani non devono arrendersi. Devono continuare a seguire la squadra. Farlo in modo maturo, perchè ora sanno di essere nell'occhio del ciclone e sanno che uno yogurt ha lo stesso quoziente di pericolosità di un motorino se a lasciarlo cadere è una mano partenopea. Ecco perchè il napoletano ha l'opportunità di fare di necessità virtù, dribblare i paraocchi mediatici e diventare un pubblico nuovo. Dimostrare di essere il più caloroso, il più corretto, il più!

lunedì 8 settembre 2008

Ah....... le Maledette Curve !....



Quando ho letto il referto del Giudice Sportivo Tosel mi sono ricordato di questa foto....secondo me la disposizione del cartello di CURVA PERICOLOSA l'ha data lui....

domenica 7 settembre 2008

Sono 19 i tatuaggi di Lavezzi

Da ieri sono 19 i tatuaggi di Lavezzi. Tornato da Pechino con l'oro, si è fatto tatuare da Gaetano Mingione i cinque cerchi ed il logo dell'olimpiade sotto l'ascella sinistra, di fianco al cuore.

Fonte: calcionapoli1926.it

venerdì 5 settembre 2008

E' ora di fare qualcosa

Voglio con piacere aiutare a diffondere un'iniziativa nata sul forum di TCS per protestare contro la gogna mediatica a cui e' stata sottoposta Napoli e la sua societa' di calcio. Probabilmente si possono adottare tante iniziative per questo fine, cmq e' bene passare all'azione piuttosto che filosofare.
Aiutateci amici della Cotica a diffondere questo testo mandandolo a testate giornalistiche e televisive, a chiunque vi venga in testa.

------------------------------------------------------------------------------------------------

Lettera aperta alla SSCN , ai tifosi ed agli organi di informazione

Il Comitato Stabile per la Difesa del Patrimonio Tecnico SSCN è un’iniziativa, nata dalle pagine del Forum dei Tifosi del Napoli di Telecapri Sport.
La sua finalità è quella di celebrare la rinascita, culturale e societaria, di un Club prestigioso, quale, appunto, il Napoli, e nello stesso tempo “vigilare” affinché il suo neo-patrimonio tecnico (giovani campioni come Hamsik, Lavezzi, Santacroce, solo per fare dei nomi…) non venga CEDUTO per mero lucro, come troppe volte accaduto anche in un recente passato, LA DIFESA DEL PATRIMONIO DELL'ORGOGLIO AZZURRO OLTRE LE LOGICHE DI PROFITTO RAPIDO E IMMEDIATO.

Gli accadimenti di questi giorni, scaturiti dalla “insensata” e “male organizzata” concessione della trasferta di Roma, hanno scosso le nostre coscienze di tifosi e di cittadini napoletani, o meglio ancora di meridionali.

Stiamo assistendo inerti ad un tam-tam mediatico ininterrotto che da giorni e giorni – incurante delle stesse risultanze degli accertamenti degli organismi di PS, oltre che dell’evidenza - non cessa di dipingere NAPOLI INTERA ed I SUOI TIFOSI TUTTI come una sorta di feccia tribale e facinorosa, dedita solo al vandalismo ed al malaffare.
La cosa più grave è che queste continue ingiurie, spesso accompagnate da una mal celata venatura di “razzismo”, hanno visto in prima linea anche alte cariche istituzionali, che anziché provvedere, come da proprio ruolo e dovere, alla prevenzione dei fin troppo prevedibili incidenti, hanno preferito il ruolo più semplice e comodo di spettatori interessati, ergendosi, solo oggi, a “falsi moralizzatori”.

IL COMITATO INVITA TUTTI COLORO NE AVESSERO VOGLIA A UNIRSI IN UN TAVOLO DI DISCUSSIONE SULLA NOSTRA PIATTAFORMA MEDIATICA, DOVE SARA' POSSIBILE ANCHE VISIONARE LE NOSTRE DISCUSSIONI NEI GIORNI PRECEDENTI DOMENICA 31 AGOSTO 2008, IN CUI CON INFANTILE E INGENUA "PREVEGGENZA" SI PREVEDEVANO TUTTI GLI SCONTATI DISORDINI ATTUALMENTE SULLA GOGNA MEDIATICA ITALIANA!

La decisione del Viminale , giusta o sbagliata che sia, della soppressione delle trasferte per i supporters napoletani per l’intero campionato , seppur discutibile era ampiamente prevedibile.
Ciò che invece troviamo completamente illogico , oltre che profondamente ingiusto, è la fin troppo ventilata prospettiva di poter chiudere lo Stadio San Paolo in occasione dell’imminente match con la Fiorentina.
Non riusciamo a comprendere quale possa essere la “ratio” , giuridica oltre che logica, di una tale eventuale iniziativa.
Come possono i tifosi del Napoli e la Società stessa ritenersi in qualche modo responsabili, soggettivamente o oggettivamente , dei danni provocati ad un treno da una sparuta minoranza di viaggiatori (per lo più pluripregiudicati) , lasciati completamente indisturbati dagli organismi preposti all’Ordine Pubblico?

Nel caso in cui venisse posta in essere una tale indecorosa misura coercitiva, il Comitato, il Forum TCS e la moltitudine dei tifosi perbene del Napoli, invitano la SSCN ad attuare tutte le misure di natura legale atte alla tutela della sua immagine e dei suoi diritti.

Nella malaugurata ipotesi che si addivenisse invece ad una soluzione “salomonica-pulcinellesca”, ovvero consentire l’accesso alla partita ai soli abbonati, invitiamo il Presidente a voler dare un segnale dalla forte valenza morale che tale delegittimazione porterà.

Ci auguriamo che questa nostra iniziativa, dettata esclusivamente dalla passione sportiva e dallo sdegno che stiamo provando in questi giorni, possa incontrare l’adesione del maggior numero di persone.

Il Comitato Stabile per la Difesa del Patrimonio Tecnico SSCN
E LA COMUNITA' VIRTUALE DEL TCS FORUM.

mercoledì 3 settembre 2008

'A finale do torneo

Scrivero' d'altro, perche' sono abbastanza disgustato da quanto successo, l'idiozia dei violenti e la malafede dei potenti.
Scrivero' di quello che e' lo sport per l'animo pulito di un bambino.


Che ggioia! 'Na sfrennesia malata
me pigliaje, 'a notte 'a passaje
sunnanno cu ll'uocchje apierte.
Sentevo 'na festa 'e suoni attuorno
'a gente ca me chiammava
mentr'je currevo forte
appriesso a nu' pallone.
'O juorno po' arrivaje 'mpruvviso,
je me sussette c'a paura 'ncuorpo
ma senza maje fidarme 'e me ferma'.
'O tiempo da partita era venuto
scavanne dint'a panza nu pertuso
e je m'appriparaje pe i' a juca'.
MMiezo a tutte e cumpagne
m'annascunnevo pe' piglia' curaggio
quanno se steva accumincianno.
Sbattute e mano, strilla a luntano,
povere e surore se quagliavano all'aria,
tutta 'a passione rigneva 'e pulmune.
'A partita vulaje dint'a nu' lampo
e je me sentevo cchiu' felice
cchiu' liggiero 'e n'acquilone
'e piedi nun sentevano 'o turreno
nun me 'mpurtava 'e niente
'nzieme cull'amici je me sentevo bbuono.

Ecco la soluzione....!

Ecco la soluzione....chiudiamoli in un recinto tutti e buttiamo la chiave....!

martedì 26 agosto 2008

Forza Napoli

Ricordate il Napoli di qualche anno fa? beh questo amico aveva fatto un cortometraggio per raccontare la EX situazione in cui versava la nostra adorara squadra...molto divertente gurdatelo!

venerdì 22 agosto 2008

Fair Play

Dicette Ciccio Totti mentre facea nu rutto:
o'Napule, dummeneca, mo' faccio sciaqua e strutto.
Lavezzi rispunnette: te piace sciaqua e strutto?
Ciccì bello do'frato, ffà 'mmocca a chite è muorto
e te va bbona e meglio che nun me sente stuorto
si nò te dico pure ca tieni o'culo rutto.
Spalletti a' coppa a mano: ma nun ve pare brutto
e fa sta discussione cu 'e muorti e 'e culi rutti?
Na voce se sentette venì a' coppa a panchina:
Zellù chiure stu cesso ca tu si na latrina.

mercoledì 20 agosto 2008

Frammenti di memoria

Comm' er' bell' 'o Paes' mie quann' er' guaglion'.
'Nta Staggion' 'o ciel' er' semp' azzurr'.
L'aria sapev' 'e acqua e pomice
e tenev' 'addor' d'o mar' e d'e pinet'.
Comm' er' bell' 'o Paes' mie quann' er' guaglion'.

Come un branco di lupacchiotti noi crescevamo per strada sorvegliati da decine di occhi di mamme che sedute ai balconi, alle finestre e fuori dei bassi ci chiamavano, ci "alluccavano", ci guardavano....
Il vicolo era una fortezza e qualunque estraneo era osservato e seguito fin a quando non andava via. Assolutamente non doveva avvicinare bambini e ragazze in età prematrimoniale perchè immediatamente qualche adulto interveniva a chiedere:"Addò ita ì'? A chi cercat'?"
Il problema, per le nostre mamme, nasceva quando eravamo presi dalla naturale e insopprimibile brame d'avventura. Loro ci raccomandavono di non frequentare luoghi solitari (raccomandazione assurdamente inutile e quindi sempre inascoltata) ed evitare i "vecchi" che avevano la feroce e da me mai compresa abitudine di "levare il grasso dalle piante dei piedi" dei bambini.
Le mamme non parlavano mai di perversioni più o meno "sessuale"; un po' per pudicizia, un po' perchè istintivamente sentivano che era meglio non stuzzicare la nostra curiosità morbosa.
Una cosa comunque era certa: ai nostri piedi eravamo teneramente affezionati ed eravamo disposti a tutto pur di impedire che qualche laido vecchiaccio portasse a compimento la nefanda impresa. La migliore difesa, lontani dal vicolo, era il muoversi in banda.
Una banda di scugnizzi in missione esplorativa, ben forniti di micidiali pietre vesuviane, era una terribile unità militare, generosa fornitrice di lavoro per i "Pronto Soccorso".
In quei tempi la parola "sesso" era proibita nel normale lessico popolare e sostituita dalle locuzioni verbali: "fare le schifezze", "fare 'e ccos' malament' ". Queste espressioni "dovevano" essere seguite da un smorfia di severa riprovazione da parte degli uomini, mentre le donne, dopo un gesto di pudica ripulsa, facevano seguire un commento del tipo:"Madonna Addulurat' liberaci d'e peccat' ".
Quando ero bambino, "fare l'amore", rigorosamente il Giovedì a casa della donna e dell'uomo di Domenica, non significava "fare sesso", ma guardare la propria "promessa sposa" e tentare di sfiorarla di nascosto, di sentirne l'odore. Era tutto un duellare, un continuo tendere l'arco senza mai scoccare la freccia, una dolce,intensa, inestinguibile sofferenza in cui la donna sapeva di non dover cedere, pena la perdita del rispetto del fidanzato; promettere molto e mantenere poco, quasi niente.
Don Peppino Marotta, nella sua raccolta di critiche cinematografiche ,"Facce Dispari", raccontava:"A diciott'ann', quann' pensav' a Carmela mia, pur' 'o vient' 'e Aust' s' venev' a scarfà vicin' a mme!".
Trovo veramente "scombisciante" che in questa Società, così edonista e permissiva da un lato e così bigotta, maschilista e intollerante dall'altro, solo gl'omosessuali "nascosti" possano, casti, assaporare tali dolci tempeste d'amorosi sensi!

Perduti, amati tempi
quando i volti erano diversi
e i gesti, diverse le parole.
Quando la Cultura Contadina,
vetusta d'anni, sorreggeva
con braccia poderose,
come gl'archi di un acquedotto
romano, la nostra Società.

Nella mia prima giovinezza, negl'anni sessanta, sotto le poderose picconate di oltre dieci anni di televisione, i costumi di noi giovani erano ormai cambiati e i valori messi in discussione.
Io appartengo alla generazione del 68, della Contestazione Globale, dell'Immaginazione al Potere, di Kerouac, dei Figli dei fiori, dell'LSD. Satre e Marcuse erano i numi tutelari, Rudy Dutschke e Cohon Bendit i nostri eroi. Cantavamo i Beatles e i Rolling Stones e sognavamo l'America.
Totò nei ultimi film ci faceva il verso (chi rammenta il contrabbasso esistenzialista?).
Le nostre parole erano cambiate, i nostri gesti. Anche fisicamente eravamo cambiati: magri,lineamenti volpini, colorito malaticcio, occhi cattivi, debosciati e con problematiche psichiche e sessuali; le donne, ,poi, in minigonna e.... "scatenate".
Pasolini, a muso duro, ci urlava:"Vi odio! Preferisco i poliziotti a voi. Quelli hanno le facce del Popolo; voi no! Voi avete la faccia dei vostri padri: piccolo-borghesi, bigotti, razzisti e guerrafondai.
D'estate, scalzi, discinti con un costumetto arrabattato, andavamo al mare. Certamente evitavamo le spiagge frequentate dagli adulti. Questi avevano l'irritante abitudine di riferire le nostre monellerie ai nostri genitori e ciò era sempre deprimente per il nostro fondoschiena.
Andavamo in una spiaggetta isolata, raggiungibile soltanto percorrendo un lungo tratto dei binari della ferrovia.
Questa spiaggetta era protetta da una corona di scogli che da un lato arrivava fino a riva a creare uno specchio d'acqua sempre assolutamente piatto.
Il lato chiuso proseguiva con una sottile striscia di sabbia chiusa a livello del bagnasciuga da una serie di enormi cubi di cemento strettamente affiancati che avevano la funzione difendere la ferrovia dai marosi.
In questo luogo meraviglioso sguazzavamo liberi e felici fino a quando non venivamo assaliti dai morsi della fame e della sete.
Per la fame non c'era problema: la ingannavamo con qualche patella o qualche granchio se riuscivamo a catturarlo.
Per la sete avevamo scoperto che, scavando dove c'erano i cassoni di cemento una buca di circa 50-60 cm, facevamo affiorare una piccola pozza d'acqua che la lenta filtrazione aveva dissalato.
Con infinita cautela, per evitare che le pareti franassero, servendoci soltanto della mano per attingerla, noi riuscivamo a dissetarci.
Raramente nella mia vita ho bevuto acqua migliore. Quei pochi sorsi d'acqua evidenziavano la nostra capacità di sopravvivere, di utilizzare ogni risorsa, l'appartenenza ad una specie dominante: i cuccioli stavano crescendo, diventavano lupi.
Ma un triste giorno ci si accorge di essere cresciuti troppo, l'anima è coperta dalle cicatrici di troppe battaglie, oppressa da troppi ricordi. Nel passato un'infinità di ombre, nel futuro undeserto. Con passo stanco si avanza meccanicamente nella speranza di una ulteriore "emozione", là forse oltre quel dosso, oltre quella curva....
Al tramonto della vita è l'acqua che ristora l'Anima ad essere essenziale per proseguire il viaggio più di quella che ristora il corpo.
La gola è asciutta come legno, si raccoglie l'ultima goccia d'acqua dalla fiasca, ci si guarda intorno, si cercano segni, indizi.....si prosegue, con tenacia, sperando, pregando,...forse più in là, oltre quel masso, oltre quei rovi.
Ed ecco si scorge alta una roccia , accanto un boschetto; si avanza con passo spedito. Giunti, si osserva il terreno, ci s'inginocchia, si scava....e l'acqua affiora pura, limpida. Ringraziando la Divinità ci si disseta, se ne raccoglie un po', si ricopre la buca con religioso rispetto.
Ristorato,il dolore delle cicatrici lenito, alleggerito il fardello dei ricordi, si osserva la strada che si perde oltre l'orizzonte e si riprende il cammino.

Alta, incorruttibile sta
in un deserto di sentimenti rinsecchiti,
popolato di ombre che si credono uomini,
generosa ai viandanti di acqua ristoratrice
e ombra protettrice ai sonni sereni.
(a Giuliano)