Ed ecco che una vittoria sul Parma di Marino, che non vince mai, sui titoli dei giornali sportivi, diventa il trionfo del secolo, cosi' come ogni sconfitta diventa la catastrofe annunciata. Sempre dopo, pero'.
E' stata una buona vittoria, ma non realmente significativa, un segnale di crescita, perche' mostra una maturita' e il graduale inserimento di qualche tassello dalla panchina nel disegno complessivo.
Buon Yebda, sufficiente Sosa e Vitale, volenteroso Zuniga, affidabile Grava, dignitoso Cribari, questo ovviamente grazie anche alla pochezza del Parma, che mi sembra 'na varca 'mbriacata.
Di ben altro tenore sara' la partita di mercoledi' a Cagliari, dove ci aspettano col coltello fra i denti, per una ridicola rivalita' fra ultras, trasformatasi in assurda ostilita' dei tifosi verso i nostri colori, e addirittura verso i napoletani stessi.
Voglio spendere due parole verso questa enorme cazzata, scaturita da un episodio che non ci vede nemmeno direttamente coinvolti, uno spareggio salvezza a Napoli fra Cagliari e Piacenza che vide i quattro gatti napoletani presenti fra i piacentini, qualche gruppo gemellato per i tanti incroci e alleanze di questa minchia, tifare per il Piacenza.
Vi invito a leggere dei resoconti dove si parla di scontri quasi esclusivamente con la polizia, e di isolati gesti di qualche idiota, che naturalmente, non si sa come, viene identificato come napoletano, ma potrebbe essere benissimo piacentino.
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"Ho ritrovato un articolo scritto nel '97, una mia corrispondenza da Napoli in occasione dello spareggio salvezza tra Cagliari e Piacenza, finito male calcisticamente e soprattutto sotto il profilo sportivo: dall'aggressione gratuita di ultrà napoletani a danno dei sardi è nato un odio tra le tifoserie che ancora dura. Ero su quella nave con gli ultrà, non dimentico qui giorni e il senso di ingiustizia che fecero provare a migliaia di sardi. (c.c.)
Lunedì 16 giugno 1997 - Unione Sarda
Coltellate e cariche di polizia
Ai Campi Flegrei Palomba media per evitare il peggio
Napoli. Doveva essere una festa, una giornata memorabile, quasi uno scudetto al rovescio. Invece, la trasferta al San Paolo è finita male, malissimo. Scontri tra tifoserie, due aggressioni a bastonate e coltellate, cariche violente degli agenti dell'ordine pubblico napoletano dentro e fuori lo stadio.Al di là del risultato sportivo, il bilancio di questo spareggio andato in malora è pesante: due tifosi sardi accoltellati, sei contusi negli scontri insieme a due napoletani e due agenti. Stando alle notizie diffuse nella sala stampa della questura, il più grave ne avrà per dieci giorni. Non è detto che questa sia tutta la verità, visto che secondo chi ha assistito alla partita e soprattutto agli scontri, la polizia napoletana ha davvero tanto da farsi perdonare.
E sarebbe andata molto peggio se in occasione dell'ultima carica alla stazione ferroviaria Campi Flegrei, non fosse intervenuto il presidente della Regione. Federico Palomba stava attraversando la piazza insieme all'assessore Antonello Paba quando ha notato gli agenti in assetto da guerra correre verso un gruppo di tifosi sardi. Con molto coraggio, in un parapiglia dove hanno avuto la meglio i poliziotti, Palomba si è intromesso e ha bloccato la carica deicelerini napoletani. Sei feriti tra i sardi, i nomi non sono stati resi noti: il più grave ha la frattura del setto nasale e una vasta lacerazione sulla fronte. Ma la vicenda non finirà qui: ancora sotto shock il presidente Palomba ha chiesto di parlare immediatamente con il questore e col prefetto e nel frattempo ha difeso i tifosi sardi facendo scudo davanti a loro.
Il primo segnale di questa guerra cercata e voluta dagli ultrà napoletani è arrivato pochi minuti dopo lo sbarco della nave Capo Sandalo, quella che tra gli altri trasportava gli Sconvolts. Erano le tredici, i pullman del Ctm incolonnati stavano attraversando il rettilineo di via Nuova Marina diretti allo stadio quando, all'altezza di piazza Piedigrotta, due teppisti hanno preso a sassate la carovana rossoblù. Immediata la risposta degli ultrà cagliaritani che dai finestrini dei pullman hanno lanciato di tutto: seggiole di plastica e bottiglie.Poi, alle 14, due sardi di 21 e 27 anni sono stati provocati e aggrediti all'uscita da una pizzeria. Prima il solito copione di insulti, poi le botte: in venti contro due. Il tifoso più giovane è stato accoltellato lievemente a una natica e alle gambe; ne avrà per dieci giorni. L'altro, invece, è stato colpito alle gambe con un bastone. Trasportati subito al pronto soccorso, i ragazzi hanno potuto assistere ugualmente alla partita.Ma la battaglia autentica è nata sugli spalti del San Paolo poco prima che lo spareggio iniziasse. Un ultrà napoletano, rappresentante dello stretto manipolo di tifosi *, ha scambiato la propria sciarpetta con un ultrà rossoblù. Sembrava un gesto palese di gemellaggio e solidarietà solidarietà . Invece era una provocazione: dopo qualche minuto, dalla tribuna centrale i napoletani hanno preso a insultare la tifoseria cagliaritana. Poi, quando il Piacenza è passato in vantaggio, i padroni di casa hanno esultato con gli emiliani.
È stato questo il preludio di uno sfottò pesantissimo. Tra il primo e il secondo tempo un giovane ultrà di casa ha sfilato con una bandiera bandiera biancorossa sotto la curva dei cagliaritani, mentre un altro staccava a uno a uno gli striscioni rossoblù piantati sulle gradinate. Misteriosamente, i soliti agenti non hanno visto nulla ma hanno avuto un occhio di riguardo (picchiandolo di santa ragione alle spalle) per il tifoso cagliaritano che ha scavalcato e inseguito il teppista per riprendere gli striscioni. A quel punto è scoppiato il finimondo: dalla curva dei sardi sono volate bottiglie contro i poliziotti che hanno tentato, a vuoto, una prima carica. Qualche istante ancora e la carica degli agenti c'è stata davvero. Ne hanno fatto le spese in tanti, ultrà che hanno sfidato la polizia, ma anche semplici spettatori come il giornalista Antonello Lai, che è finito a terra ed è stato calpestato.Quando l'arbitro ha fischiato l'ingresso solenne del Cagliari nel purgatorio del calcio italiano, si sono scatenati gli altri incidenti.
Erano le 18,40, quando a due passi dallo stadio San Paolo, alcuni tifosi in partenza per Civitavecchia dalla stazione di Campi Flegrei hanno incrociato un gruppo di agenti napoletani. Èpartito qualche insulto, forse anche una lattina ha colpito alle gambe un poliziotto, ma la reazione degli agenti è stata pesantissima. «Hanno ferito a colpi di casco sei ragazzi», raccontano Fernando Garau di Arzachena e Massimo Cogoni, studente a Siena, «e hanno sparato qualche lacrimogeno. Èstata sicuramente una reazione spropositata».Nessun commento sull'episodio al commisariato di San Paolo, salvo la conferma che nel corso della giornata due agenti sono rimasti contusi. Certo è che nel giro di pochi minuti, soccorso dal presidente Palomba, un giovane col volto coperto di sangue è stato caricato sull'ambulanza e ricoverato in ospedale. A pochi passi dalla stazione, in quello stesso istante, un giovane della provincia di Oristano è stato accoltellato alle gambe da quattro delinquenti napoletani. Prima di picchiarlo, gli hanno chiesto da dove venisse. Avuta la conferma, al gridosardo di * si sono gettati su di lui. È questo l'ultimo triste episodio di una trasferta che non doveva finire così. E il silenzio dei tifosi che in fila sono risaliti sulle navi racconta da solo tutta l'amarezza per una sfida sportiva che si poteva anche perdere. Ma che non doveva diventare una battaglia.
CLAUDIO CUGUSI - Unione Sarda"
Questa merda, che naturalmente e' il solito giornalaio ricottaro, pur di arruffianarsi i lettori, trasforma quella che e' la norma di ogni cronaca di ordine pubblico quando ci sono gli ultras in mezzo, in una questione con la citta' di Napoli, solo perche' i poliziotti, a suo dire, sono napoletani. UAHUAHUAH!!!
Se dovessimo odiare le squadre solo per le cariche delle polizie sugli ultras, staremmo in guerra con la totalita' degli avversari affrontati nei secoli.
Ho visto anche le immagini di quella partita, ed e' chiara la rabbia degli ultras rossoblu per il ritorno in B, in uno stadio dove da una parte ci sono i cagliaritani e nella curva opposta i piacentini.
Il resto dello stadio vuoto, a dimostrare quale interesse potessimo avere per lo spareggio. Ma anche ammettendo per assurdo che ci fosse stato qualche gruppetto sparuto di tifosi gemellati col Piacenza, queste sono cose da ultras, interne a dinamiche idiote che nulla hanno a che fare coi sentimenti dei tifosi.
A questo idiota armato di penna voglio solo dire che fra Napoli e Cagliari non c'e' alcuna rivalita', ne' storica, ne' politica, ne' geografica, ne' sportiva che ci divida, all'infuori di idiozie farneticanti del suo presidente, un altro magliaro schifato dai suoi stessi tifosi, e di persone come l'estensore dell'articolo che soffiano sul fuoco della violenza per i propri interessi, populistici e truffaldini.
Seguire le manie leghiste di insultare Napoli perche' e' stata l'emblema di una nazione vinta, sfruttata e oggi derisa, e' da pecoroni che seguono il gregge, non degno di intelligenza e cultura, che come in ogni parte d'Italia, le realta' locali vanno perdendo, a causa di una politica e di una informazione becera e truccata.
Cagliari rappresenta un popolo altrettanto vinto e deriso, e alimentare un odio sportivo per Napoli e' una guerra tra vinti senza senso e senza onore.
Spero che si sappia andare nella direzione opposta e marciare insieme verso una rinascita e una ribellione a quanti ci hanno bistrattato in passato, quel potere mafioso che ci ha fatti schiavi e non cittadini con le stesse opportunita'.
lunedì 8 novembre 2010
Non ci esaltiamo!
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lunedì 1 novembre 2010
La premiata ditta.

Ancora una magia del nostro Marechiaro, ancora una zampata del fantastico Pocho, e siamo tornati coi tre punti da Brescia. Una importante vittoria contro una squadra con l'acqua alla gola, in crisi di gioco e risultati che era alla solita ultima spiaggia- penso soprattutto per l'allenatore.
Proprio per questo vittoria che denota una accresciuta maturita', quello che si chiede a una squadra che vuole puntare in alto: ottenere il massimo col minimo sforzo, specie quando non c'e' la squadra titolare.
Cresce anche la fiducia nei nuovi arrivi con un ottimo Yebda e un Sosa piu' nel gioco, per quanto un giocatore col suo passo lento dovrebbe far correre di piu' la palla, altrimenti rallenta troppo il gioco e diventa un peso per la squadra.
Avrei preferito vedere una decina di minuti Dumitru per Lavezzi ma, giustamente il risultato era in bilico e troppo importante per il nostro morale, per cui bene ha fatto Mazzarri a portarlo a casa inserendo un Blasi entrato col piglio giusto.
Ora che l'ennesimo ciclo di partite ogni tre giorni e' partito bene, andiamo avanti convinti verso le altre, anche se per me Liverpool e' soltanto uno sfizio ma il match vero sara' contro il Parma, una buona squadra anche lei con l'acqua alla gola, che l'anno scorso ci puni' su alcune disattenzioni.
Per cui occhio e forza azzurri!!
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lunedì 25 ottobre 2010
ATTESA!
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lunedì 18 ottobre 2010
Con la testa al solito posto...

E' un buon punto quello di Catania, ma erano meglio tre- direbbe Catalano.
E un Napoli concentrato e attento avrebbe potuto fare un sol boccone della squadra siciliana, che ha ben giocato, ma che mi e' sembrata meno incisiva rispetto all'anno scorso, probabilmente perche' siamo noi piu' forti rispetto al passato campionato.
Non si puo' dire che Mazzarri non ci abbia provato. Sa che, al momento, la squadra non ha ancora ricambi pronti per giocare due-tre competizioni tutte allo stesso livello, e allora preferisce privilegiare il campionato, schierando tutti i titolari a Catania. Pero' il colpaccio gli riesce a meta', perche' la squadra non da' quello che potrebbe e subisce troppo il dinanmismo degli avversari, come dice lo stesso Mazzari, perche' molti azzurri giocano sottotono, senza la necessaria grinta, probabilmente con la testa gia' alla partitissima di giovedi'.
E questo e' senza dubbio un difetto da correggere, perche' altrimenti giocheremo spesso ad handicap, visto che giovedi' potremmo preoccuparci del Milan domenica e via cosi', ogni volta che ci saranno impegni ravvicinati. Mazzarri dovra' essere bravo a preparare i ragazzi perche' giochino ogni partita ben concentrati e determinati, con la testa nel match e al solito posto, cioe' sul collo!
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lunedì 11 ottobre 2010
Era de Maggio
E ora un po' di storia recente...
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lunedì 4 ottobre 2010
IL NAPOLI HA FATTO 13!
Ieri dopo 13 anni dall'ultima vittoria sui romanisti il napoli batte cabala e avversario con una prestazione maiuscola.
La partita era tosta e indigesta, i giallorossi sono da anni una bestia nera e il derby del sud e' stato sempre una tripla nei pronostici della vigilia.
Ma stavolta e' proprio il caso di dire che abbiamo fatto 13 facendo bottino pieno e agguantando il secondo posto dietro Lazio e Inter.
Ecco, una nota di merito anche per nonno Reja capolista -pur temporaneo- alla faccia dei denigratori del nostro ex-timoniere.
Sul Napoli e questa vittoria ci sarebbe molto da dire: un'affermazione senza ombre, ma con tante difficolta'. Perche' la Roma e' venuta a giocarsela e i timori erano reciproci, ma la voglia di vincere gonfiava ambedue le squadre. Dopo un primo tempo in cui la Roma ha fatto molto possesso ma il Napoli ha avuto le occasioni migliori, nel secondo gli azzurri hanno disperso il branco di lupi con una serie di raids degni dei migliori incursori, fendendo la difesa avversaria con le volate di Lavezzi, Dossena, Cavani, Hamsik e Maggio, fino a bucare per due volte uno straordinario Lobont. E cosi' la festa al S.Paolo e' potuta esplodere in tutta la sua gioia, cosi' come per le strade di Napoli e nel mondo.
Una nota d'eccellenza per Mazzarri che nonostante il turn-over complicato sta riuscendo a gestire due competizioni, a inserire i nuovi portandoli a un livello sufficiente e a ottenere risultati importanti. Se riesce a passare il girone eliminatorio e a rimanere nei primi quattro in campionato questo 2010 sara' stato il suo anno-capolavoro. Poi nel 2011 babbo Dela- a partire da gennaio- ci deve pensare. Perche' sarebbe un delitto non rafforzare ulteriormente questa squadra e non provare ad osare di piu'.
FORZA GRANDE NAPOLI!
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lunedì 20 settembre 2010
VAFAMMOCC!!
La lingua napoletana ha una ricchezza d'espressione e di coloriture uniche e introvabili che spesso la rendono intraducibile, ma devo dire che il massimo lo da' negli epiteti e nelle esclamazioni, peculiare del suo vocabolario e intrinseche al carattere vulcanico e epidermico del suo popolo.
Dopo una settimana di critiche assurde per risultati per niente catastrofici, con le solite cassandre che avevano pronosticato tutto il peggio per i colori azzurri, questa vittoria esaltante-e meritata- e' una manna dal cielo.
Ci voleva una scintilla per riaccendere la passione azzurra e rimettere in corsa il motore di questa formula uno che e' il Napoli. Per questo, dopo la splendida rimonta, voglio dare un senso, un titolo
e una risposta a chi, per il mercato sottotono e per un senso di rivincita verso la societa', aspettava il cadavere della squadra sul fiume. Una risposta sintetica e sentita
VAFAMMOCC!!
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lunedì 13 settembre 2010
NUN ACCUMMINCIAMMO!!
Doveva essere una partita batticuore e lo e' stata.
Ovviamente gli azzurri non sono al meglio, come amalgama di squadra ancor piu' che come singoli, ma che l'avversario era rognoso se ne era accorta anche la Juve una settimana fa. Nonostante cio', fra occasioni subite e sprecate, eravamo riusciti a portarla a casa a 4 minuti dal novantesimo, si vede che non era giornata.
Ora non cominciamo coi processi e con le critiche, perche' allora dalle parti di tutte le altre, che hanno beccato da molte provinciali, dovrebbero spararsi.
Diciamo che poteva finire meglio, ma il pareggio alla fine e' giusto, e consoliamoci pensando che il Milan ha poco da stare Allegri, alla Fiorentina il viola finora ha portato seccia, il Palermo co Her nanes di due metri si sono confusi e il Genoa ha dato sfoggio dei suoi giocatori Preziosi-per non parlare di juve e roma-
TIE'!!!
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