Si legge sempre piu' spesso e da piu' parti dei frutti di quella campagna mediatica e politica avviata in modo sistematico negli ultimi vent'anni da quella parte del nord (rappresentata primariamente dalla Lega, ma non solo) per ricondurre al Sud tutte le colpe dei fallimenti dell'Italietta nordista.
In questa offensiva (che comunque serpeggiava in precedenza in modo piu' ovattato ma sempre presente) noi saremmo la fonte del disavanzo pubblico, del debito pubblico, degli sprechi e del malaffare, dell'offensiva criminale e della corruzione politica, in una parola da secessionare come capro espiatorio.
Ovviamente si sottace che la massima parte dei governi quasi mai nella storia italica sono stati condotti dai napoletani, ne' ne rappresentavano i reali interessi. Al massimo portavano fieno nelle cascine di politici e mafiosi garanti dei voti necessari a mantenere quello status quo che garantiva il controllo politico e quindi economico dei poteri forti, tutti concentrati in poche regioni settentrionali, e in ben identificati soggetti.
Ora dicevo dei frutti, che possiamo cogliere in tutti i campi della realta' che ci riguarda, compreso il calcio.
Napoli ormai e' immagine di degrado, violenza e malaffare in Italia e all'estero, anche dove ben altri dovrebbero fregiarsi di tali titoli.
E cosi' si legge di dirigenti rumeni che sconsigliano i loro tifosi di recarsi nella incivile Napoli, di messicani che parlano di vittorie camorristiche, di tifoseria da isolare e a cui vietare trasferte, di trattamenti da appestati in ogni trasferta europea. Noi sappiamo bene chi ringraziare per tutto cio', e per non far prudere emorroidi surriscaldate, diro' che sicuramente parte di responsabilita' vanno a tutti quei coglioni che alimentano con le loro bravate da pseudo-tifosi, ma non mi si dica che questo giustifica tutto quello di cui sopra, perche' allora tutte le squadre italiane e la maggior parte delle squadre europee dovrebbero essere messe alla berlina ben piu' di Napoli per i comportamenti dei loro tifosi.
Ai nostri dico solo una cosa: non andate contro la Chiesa!
Agli altri: inizia la tolleranza zero contro i denigratori!!!
giovedì 9 dicembre 2010
Tolleranza zero!
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giovedì 11 novembre 2010
Impatto sulla performance sportiva della localizzazione
Oggi voglio solo linkarvi un pdf che analizza gli effetti della localizzazione sulla performance sportiva delle societa' di calcio di serie A, cioe' brevemente riassunto, di come la posizione geografica possa incidere sui risultati sportivi delle squadre meridionali, in quanto calate in un contesto economico piu' depresso e con meno risorse finanziarie, anche in presenza di bacini di possibili utenti molto numerosi. Se avete la curiosita' e la pazienza di leggere, vi riuscira' molto interessante per capire con una intelligente analisi, i motivi e i meccanismi alla radice di questo problema, che come sempre, e' legato a ragioni economico-politiche.
Un discorso che ben si lega a quelli affrontati nelle ultime settimane.
http://www.rdes.it/RDES_3_08_DIDOMIZIO.pdf
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giovedì 4 novembre 2010
Godiamocela!
Oggi vi invito solo a godervi la partita, sicuri che i nostri ragazzi si impegneranno come sempre al massimo delle loro possibilita'. Mi aspetto solo una prova di carattere e la voglia di mettersi in mostra su un palcoscenico importante, atteso dai tifosi da molti anni, una festa speriamo con regalo accluso, cioe' i tre punti.
Sappiamo quanto le squadre inglesi in casa si trasformino, guidate da una mentalita' agonistica e un tifo incessante, ma ci siamo sorpresi tante volte di questo Napoli nel bene e nel male, prepariamoci solo allo spettacolo. Pensiamo solo a divertirci, che domenica si torna al lavoro...
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giovedì 28 ottobre 2010
I cattivi maestri.
Dopo quanto esposto nel breve viaggio nei campionati europei, qualche considerazione diciamo cosi' politica sulla questione calcio e' necessaria e naturale. Nonostante la ritrosia e l'avversione che la parola politica provoca in tutti noi a causa dei comportamenti dei suoi rappresentanti, questa e'- come ben sanno in tutti gli altri paesi- la principale causa di tutti gli effetti che subiamo nella nostra vita. Per cui e' la cosa piu' importante nella nostra societa'.
Ignorarla sarebbe come decidere di ignorare l'autista del bus perche' non sa guidare:
si deve cambiare l'autista o cambiare autobus/paese!
Riguardo alla questione presa in esame, naturalmente sempre per effetto della causa citata, in Italia la situazione e' veramente grottesca: da manicomio di E.A.Poe!Nonostante gli innumerevoli scandali vediamo i media continuare imperterriti a coccolare il loro giocattolo e i loro padroni (che coincidono), controllanti che controllano i controllori (Moggi-Carraro,Galliani-Collina etc.), lo stato che regala impunita' fiscali, dunque soldi(spalmadebiti e deroghe ad perpetuam e ad personam), societa' fallite salvate dal Palazzo e altre affossate al primo sbandamento finanziario.
Lo specchio del paese, ovviamente.
Tutto comincio' il giorno in cui Berlusconi prese il Milan, dovendone fare veicolo per la sua immagine pubblica prima e la sua propaganda politica dopo. Due fasi con nessuna differenza nei percorsi societari, perche' frutto di un'unica mentalita' truffaldina e distruttrice del bene collettivo.
Cosi' vedemmo per la prima volta (almeno nell'uso sistematico e costante) ingaggi raddoppiati a giocatori in tribuna, solo per strapparli alla concorrenza(es. De Napoli), pagamenti in nero per falsare bilanci (Lentini), uso sistematico dei media per pompare i propri e spompare gli altrui, pressioni sugli arbitri sfociate nel tempo nel sistema-Moggi, nato proprio dalla necessita' juventina di controbattere la prepotenza milanista e rimanere competitiva, la presa del potere negli organi federali e di lega, comprando col ricatto e la minaccia di retrocessioni provocate i voti degli altri clubs(Fiorentina et similia).
Di tutto questo se ne e' vista traccia in altri paesi e in determinati momenti, pero' non con la scientificita' e la oppressiva tenacia del caso italiano, anche grazie a sistemi immunitari piu' efficaci nei corpi delle varie democrazie, quali in primis una stampa piu' libera, poi una giustizia indipendente e non ostacolata nel suo lavoro, infine dei sistemi economici piu' aderenti alle regole del libero mercato.
Regole che gia' di per se' garantiscono i piu' forti contro i piu' deboli, ma perlomeno in una competizione alla luce del sole, e non, come in Italia, oscurata da imbrogli, sotterfugi e ladronerie.
Certamente anche l'Italia dovra' adeguarsi al nuovo regime finanziario dettato dalla Uefa, ma state certi, che, se non cambiera' classe politica, sara' fra quelli che faranno maggirori resistenze e opporranno i peggiori ostacoli.
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giovedì 21 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
Le pecore (bianco-rosso-azzurro) NERE d'Europa!
Per capire meglio il post di martedi' e' utile fare un po' di esempi comparativi con gli altri campionati per cui comincero' con la Germania. Le medie delle tre squadre italiane in testa a quella classifica stilata sulla base dei risultati dal 45 a oggi, se andiamo a considerare gli ultimi 20 anni e li paragoniamo al resto delle squadre italiane assumono distanze abissali, in quanto c'e' un predominio assoluto nelle vittorie dei campionati lasciando veramente solo briciole agli avversari.
In Germania dando un'occhiata allo stesso periodo si potrebbe concludere che il Bayern e' un po' il corrispettivo delle strisciate avendo vinto il titolo tedesco per 10 volte negli ultimi vent'anni. Ma grattando la fredda superficie dei numeri vediamo che la sostanza e' completamente diversa, perche' il Bayern riesce a ottenere tanti successi perche' prima di tutto societariamente e' una macchina perfetta. Basti vedere che finanziariamente e' il quarto club piu' ricco del mondo, producendo introiti annui per 300 mil. di euro, tenendo a debita distanza tutte le altre concorrenti in patria. E' una societa' per azioni con 150.000 soci e due main partners in societa' (Audi e Adidas per un 20%) che nonostante i debiti per la controllata proprietaria dello stadio Allianz Arena non ha problemi finanziari e un buon equilibrio di esercizio. Questa la prima differenza dai suoi competitors tedeschi ma soprattutto italiani che navigano nei debiti e hanno prodotto solo perdite di esercizio.
Inoltre il Bayern non ha mai subito penalizzazioni per illeciti sportivi o finanziari, seconda sostanziale differenza.
Terza grossa differenza, questa riguardante la Bundesliga rispetto alla serie A italiana, le squadre che competono con il Bayern per il titolo, pur facendo parte di un lotto storicamente e finanziariamente d'elite, si sono alternate al Bayern in questi anni in modo incondizionato da fattori esterni, ma determinato solo dalla forza delle squadre nell'anno in questione e dai risultati del campo.
Infatti vediamo dalla seguente tabella quante squadre si sono fregiate del titolo tedesco
90-91 kaiserslautern
91-92 stuttgart
92-93 werder
93-94 Bayern
94-95 borussia
95-96 borussia
96-97 B
97-98 kaiserslautern
99 B
00 B
01 B
02 borussia
03 B
04 werder
05 B
06 B
07 stuttgart
08 B
09 wolfsburg
10 B
da cui si puo' vedere come in 20 anni se pur il Bayern ha fatto (logicamente) la parte del leone con 10 titoli negli altri 10 ben 5 differenti squadre lo hanno superato in classifica vincendo il titolo.
Una situazione totalmente differente da quella italiana dove da vent'anni la triade mafiosa tiene bloccato un campionato lasciando le briciole agli altri (soprattutto nelle partecipazioni alla CL) con una sola parentesi nel 2000 con Roma e Lazio, parentesi di scudetti pagati nel tempo con un fallimento evitato solo dalla politica.
Una supremazia strisciata ottenuta con le buone e con le cattive, anzi soprattutto con le cattive visti i tanti scandali (passaporti falsi, doping finanziario, bilanci truccati, false cessioni, debiti spalmati, tasse non pagate, retrocessioni e penalizzazioni, corruzioni arbitrali, etc ).
Alla prossima puntata...
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giovedì 7 ottobre 2010
Con o senza salary-cap.
Il principale ostacolo al pareggio di bilancio e', per i club che ambiscono a posizioni di rilievo, il peso degli ingaggi, lievitati, a causa di una competizione senza freno fra i top clubs, oltre ogni ragionevole limite. L'Uefa che, per il fair play finanziario, si e' ispirata ai modelli statunitensi di sport-business (che hanno nel pareggio di bilancio lo strumento essenziale per ottenere un risanamento delle varie societa', e perfino un'aumento della profittabilita' del sistema), non hanno potuto ricorrere al salary cap per la difficolta' della normativa europea sul libero mercato.
Cio' nonostante ritengo che l'obbligo del pareggio di bilancio imporra' ai club che aspirano alle competizioni europee, e che sono anche i principali colpevoli del disastro attuale, un automatico freno alle aste sui cartellini, calmierando i costi in base alle necessita' di rientrare nei parametri imposti. E' chiaro che i clubs coi ricavi maggiori avranno sempre maggiori possibilita' di offrire migliori condizioni economiche e ottenere i migliori giocatori, ma non permettera' loro di sforare senza limite qualsiasi ragionevole costo, che inevitabilmente porta i prezzi di cartellini e ingaggi a un rialzo costante e irresponsabile, causando il dissesto di molti clubs, con ripercussioni ancora piu' gravi a cascata nelle serie inferiori. Ovviamente la Uefa dovra' vigilare affinche' i clubs che per perseguire i propri interessi cercheranno-INEVITABILMENTE- nuovi escamotages siano bloccati e puniti. Perche' come si sa, data la loro perenne voracita', fatta la legge troveranno l'inganno.
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giovedì 30 settembre 2010
Gli spalti e i salotti
Roma (4-4-2): Lobont; Cicinho (18' st Cassetti), Mexes, N. Burdisso, Castellini; Menez (1' st Adriano), Pizarro, De Rossi, Perrotta; Totti, Vucinic (18' st Borriello). A disp: Doni, Juan, Julio Baptista, Brighi. All. Ranieri
Cluj (4-4-1-1): Nuno Claro; Panin, Alcantara, Cadù, Rada; Dica, Kivuvu, Edimar (23' st Konè), Juan Culio; Hora (31' st De Zerbi); Traorè (37' st Bjelanovic). A disp: Stancioiu, Tony, Piccolo, Bastos. All. Cartu
Arbitro: Eriksson (Svezia)
Marcatori: nel st 24' Mexes, 26' Borriello, 33' Rada
Note: ammoniti: Dica per gioco scorretto. Spettatori: 30.000
Riprendo il discorso di martedi' sui dati degli spettatori, per ribadire il concetto sul quale marcavo l'accento, cioe' il calo imputato a diversi fattori -le agibilita'
scomode degli impianti, l'avversione per la tessera, le possibili violenze, gli incrementi dei prezzi. Ma indubitabilmente tutti questi sono scarsamente incisivi rispetto all'influenza dell'aumento dei tele-spettatori. E' chiaro che -considerando che gli abbonamenti alle emittenti televisive hanno raggiunto costi considerevoli- chi gia' paga per un evento e' portato inevitabilmente a evitare i disagi di recarsi allo stadio.
Basta vedere l'esempio freschissimo sopra proposto di Roma-Cluji di Champions League con soli 30.000 spettatori, dove 18.000 di questi erano abbonati in promozione gratuita per la prima di CL, e solo 12.000 paganti.
Fanno ridere allora le considerazioni di parte della tifoseria sul calo spettatori al S.Paolo, che sarebbe dovuto a chissa' quali strategie societarie sbagliate, perdendo cosi' di vista il principale nemico dello stadio:la tv.
Detto questo, pero'- e non vi sembri contraddittorio- per controbattere questo trend negativo si deve coltivare il pubblico da stadio implementando contemporaneamente
tutti quei fattori che singolarmente soccombono alla forza dell'offerta televisiva.
E' inutile fare promozioni su singole partite (come per Roma-Cluji o Napoli-Chievo), se poi lo stadio e' vecchio e disagevole.
Si devono ripensare le politiche per fidelizzare il proprio pubblico con mezzi e strategie nuove, a 360 gradi, che comprendano l'offerta stadio, marketing e ogni iniziativa anche sociale che riesca a coinvolgere il tifoso nella vita del club, sulla strada che hanno aperto all'estero, a partire dall'esempio inglese, che pur avendo le stesse
offerte televisive riesce ad avere sempre stadi pieni per tutto l'anno.
Quindi piu' del prezzo conta il fatto che lo spettacolo del calcio allo stadio e' in competizione col salotto di casa, e finche' i vantaggi della comodita' di casa saranno superiori al coinvolgimento emotivo dello stadio, la guerra avra' un destino avverso segnato. A favore della poltrona e degli spalti coi tifosi di cartone.....
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giovedì 23 settembre 2010
A pensar male si fa peccato, ma spesso s'indovina.
Calciomercato Inter – Il noto giornalista sportivo, Franco Rossi, dalle pagine del suo blog ha ipotizzato uno scenario di mercato che, se fosse vero, risulterebbe a dir poco clamoroso. “Ad assistere alla parata di cavalli berberi che Gheddafi ha voluto in scena a Roma, in prima fila c’era anche Gian Marco Moratti, fratello del presidente dell’Inter e co-proprietario della Saras, la più grande raffineria petrolifera privata d’Europa. I fratelli Moratti, come altri grandi industriali italiani, fanno affari con la Libia attraverso la benedizione di Berlusconi che con Gheddafi ha rapporti privilegiati” – esordisce Rossi, aggiungendo a sorpresa – “Di fronte ad affari miliardari passano in secondo piano molte cose figuriamoci che importanza può avere una società di calcio. E’ perfettamente umano e comprensibile, ai fratelli Moratti serve un favore e magari si sono sentiti rispondere: “Finitela di comprare campioni perchè in questo momento politico vincere serve di più a me”. Sarà andata così? Possibile, probabile, quasi certo. E allora tutte le domande sul perchè e il percome l’Inter non si sia mossa sul mercato hanno una spiegazione…”. Infine il giornalista esprime il suo inevitabile pronostico per la vittoria finale dello Scudetto, in favore dei rossoneri: “La potenza del Milan influenzerà psicologicamente anche gli arbitri come è accaduto all’Inter l’anno passato. Naturalmente tutto in perfetta buona fede, ci mancherebbe altro… All’Inter dunque niente campionato. C’è il Mondiale per Club che vale più della Champions e all’Inter non resta che vincerlo, fregandosene del campionato. Cambia lo scenario, il Milan diventa favorito…“.
Preziosi fallisce anche in Svizzera
Il patron del Genoa si era messo in società con Paolo Del Bue, fedelissimo di Berlusconi presso la Banca Arner, per costruire una struttura scolastica con annesso campus. Ancora poco chiari i motivi del fallimento
Un altro grattacapo per il patron del Genoa Enrico Preziosi. Dopo essere stato chiamato in causa nella vicenda del fallimento del Calcio Como, per cui nel 2008 ha patteggiato una condanna di 23 mesi per bancarotta fraudolenta, l’industriale di Avellino è ora coinvolto nel fallimento di una società con sede a Sorengo, a due passi da Lugano, nella Svizzera italiana. Una cosa da poco rispetto ai guai del passato. Che riporta però con la mente agli anni comaschi, quando Preziosi viveva nella sua villa di Cadorago (dove nel 2005 gli sono stati notificati gli arresti domiciliari) e intesseva relazioni a cavallo della frontiera di Ponte Chiasso.
La società, posta in liquidazione il 16 settembre, si chiama Nuovo Istituto di Istruzione SA. Era stata creata nel 1997 con 1,2 milioni di euro di capitale, per gestire “istituti di studio elementare, medio e superiore, corsi di lingue estere, serali, di vacanze, per pensionati e studenti”. Nel 2004 aveva acquistato il pacchetto azionario dell’Albergo Golf Magliasina per costruire una struttura scolastica con annesso campus. Poi qualcosa è andato storto. E il 9 settembre il Nuovo Istituto è stato sciolto “in seguito a fallimento pronunciato con decreto della Pretura del Distretto di Lugano”. Così si legge sui documenti della Camera di Commercio svizzera. Sui motivi del fallimento circolano solo ipotesi, diffuse in rete dalla Lega dei Ticinesi di Giuliano Bignasca, il “Bossi” del cantone italiano: problemi di pianificazione, scrivono i leghisti, e “presunta violazione della Lex Koller”, la legge che limita il possesso di beni da parte di stranieri in territorio elvetico.
Quale che sia la vera ragione del fallimento, l’aspetto – per ora – più interessante della vicenda è la presenza nel consiglio di amministrazione del “Nuovo Istituto di Istruzione” di un personaggio noto alle cronache italiane: Paolo Del Bue, già fedelissimo di Berlusconi presso la Banca Arner, la banca svizzera preferita dal premier.
Dai conti della Arner sarebbero passati i pagamenti per le ville del premier ad Antigua e le transazioni relative alle società offshore Century One e Universal One, le stesse su cui ha mentito David Mills. Century e Universal erano gestite con procura dallo stesso Del Bue che, imputato per riciclaggio nella vicenda dei fondi neri per i diritti televisivi Mediaset, si è sempre rifiutato di parlare.
E proprio dalla Arner, grazie agli offici del solito Del Bue, sarebbero arrivati i fondi per acquistare l’Albergo Golf Magliasina, che, nei sogni di Preziosi, doveva diventare una scuola. Ma l’Istituto, molto probabilmente, non aprirà mai i battenti.
www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/preziosi-fallisce-anche-in-svizzer...
Come vedete, evidentemente per notare certe dinamiche non c'e' nessun bisogno di
essere visionari(dato che il post di martedi' lo scrissi un paio di mesi fa durante il calcio-mercato)- anzi famose penne del fenomeno calcio ci lasciano intuire quanto
il gioco dietro le quinte sia manipolato.
D'altra parte chi vuole credere che i presidenti siano dei grandi mecenati e' libero di farlo, guai a guastar loro il giocattolo. Pero' e' chiaro che nessuno puo' ritenere
che persone che investono decine di milioni di euro lo facciano per far divertire i tifosi la domenica. Soprattutto quando si e' portato il fenomeno calcio su un binario morto come quello della sovraesposizione debitoria, inevitabile quando i ricavi sono di gran lunga inferiori ai costi.
E' chiaro che non e' il fine sportivo (dati i personaggi) ne' il diretto fine economico a motivarne l'impegno, ma secondi e spesso nascosti fini.
Il problema italiano e' anche peggiore che nel resto d'Europa, data la nota situazione politica e della giustizia civile, per cui si va secondo me molto oltre il lecito e si tende, come gia' spiegavo martedi', a costruire un cartello fra le principali forze del campionato per imporre (spesso con sistemi truffaldini) il marchio del potere.
Ne vedremo delle belle, per chi ha occhi per vedere e cervello per capire, e sempre nuovi episodi ce lo faranno notare, che non manchero' di portare alla vostra attenzione.
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giovedì 16 settembre 2010
Vi abbiamo mantenuto per 150 anni.
Primo ris-post di questo nuovo ciclo dell'Accademia. Ovviamente essendo ripartita dopo un letargo estivo, gli spunti offerti non potevano essere tanti, ma l'arte si riconosce nei particolari.
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Per cui rispondero' all'unico commento critico pervenuto al post di martedi' "Perche' esistono le mafie", di tal terronidimerda, che mi ricordava con trasporto come il sud (me compreso) dovesse alla grazia (e loro malgrado) di quelli come lui se il sud e' riuscito a vedere i giorni nostri.
Ora, tralasciando gli insulti che ben combinano col nome che si e' scelto, mi interessa rispondere alla principale accusa che alimenta gli slogans (e i voti) leghisti, scrivendo:
e' vero!
Siamo stati mantenuti, male e con disprezzo, in cambio di una servitu' economica e del ristagno sociale, di una disoccupazione perenne e di un disastro ambientale, di una criminalita' asfissiante e del deserto infrastrutturale, di una corruzione dilagata e di una ignoranza di massa, e potrei continuare a lungo. Avremmo preferito che lo stato invece di aiutarci favorendo i mafiosi e i corrotti ci avesse bastonato, colpendoli e mettendoli in galera, come da suo dovere e da ogni stato civile. Se davvero ci volete aiutare,
nun ce zucate cchiu'!
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mercoledì 8 settembre 2010
'A rispost
Questo che e' un blog nato da un'idea originale quanto spassosa, cioe' esprimere la passione per la squadra della nostra citta', il Napoli, scegliendo la forma letteraria piu' ardita, la poesia, merita di sopravvivere non tanto per il valore di rime a volte sgangherate, ma per la sfrenata fantasia e liberta' che le ha ispirate.
D'altra parte, dei vecchi amici, come in ogni comitiva dove il tempo e' padrone, ne siamo rimasti in pochi, per cui e' il momento di scegliere una differente impostazione.
Di spalla vedete gli appuntamenti che avranno cadenza settimanale, che cerchero'nei limiti del possibile di rispettare, ci saranno i commenti del lunedi', un'editoriale del martedi' su temi non strettamente sportivi che riguardano sempre Napoli,i versi del mercoledi' stile Cotica versione europea, le risposte a eventuali domande del giovedi' o a qualche spunto dal web, le rime propiziatorie per la giornata di campionato il venerdi'.
Il sabato e la domenica tutti a fare il tifo per i colori azzurri o contro i nostri avversari!
Va da se' che ogni contributo ai post, sia commenti che nuovi post, sono piu' che graditi, sperando di essere di compagnia per chi legge.
Viva l'Accademia-l'Accademia e' sempre viva!
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