
Quando ho letto il referto del Giudice Sportivo Tosel mi sono ricordato di questa foto....secondo me la disposizione del cartello di CURVA PERICOLOSA l'ha data lui....
lunedì 8 settembre 2008
Ah....... le Maledette Curve !....
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Qwerty61
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domenica 7 settembre 2008
Sono 19 i tatuaggi di Lavezzi
Da ieri sono 19 i tatuaggi di Lavezzi. Tornato da Pechino con l'oro, si è fatto tatuare da Gaetano Mingione i cinque cerchi ed il logo dell'olimpiade sotto l'ascella sinistra, di fianco al cuore.
Fonte: calcionapoli1926.it
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Stefanuccio
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venerdì 5 settembre 2008
E' ora di fare qualcosa
Voglio con piacere aiutare a diffondere un'iniziativa nata sul forum di TCS per protestare contro la gogna mediatica a cui e' stata sottoposta Napoli e la sua societa' di calcio. Probabilmente si possono adottare tante iniziative per questo fine, cmq e' bene passare all'azione piuttosto che filosofare.
Aiutateci amici della Cotica a diffondere questo testo mandandolo a testate giornalistiche e televisive, a chiunque vi venga in testa.
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Lettera aperta alla SSCN , ai tifosi ed agli organi di informazione
Il Comitato Stabile per la Difesa del Patrimonio Tecnico SSCN è un’iniziativa, nata dalle pagine del Forum dei Tifosi del Napoli di Telecapri Sport.
La sua finalità è quella di celebrare la rinascita, culturale e societaria, di un Club prestigioso, quale, appunto, il Napoli, e nello stesso tempo “vigilare” affinché il suo neo-patrimonio tecnico (giovani campioni come Hamsik, Lavezzi, Santacroce, solo per fare dei nomi…) non venga CEDUTO per mero lucro, come troppe volte accaduto anche in un recente passato, LA DIFESA DEL PATRIMONIO DELL'ORGOGLIO AZZURRO OLTRE LE LOGICHE DI PROFITTO RAPIDO E IMMEDIATO.
Gli accadimenti di questi giorni, scaturiti dalla “insensata” e “male organizzata” concessione della trasferta di Roma, hanno scosso le nostre coscienze di tifosi e di cittadini napoletani, o meglio ancora di meridionali.
Stiamo assistendo inerti ad un tam-tam mediatico ininterrotto che da giorni e giorni – incurante delle stesse risultanze degli accertamenti degli organismi di PS, oltre che dell’evidenza - non cessa di dipingere NAPOLI INTERA ed I SUOI TIFOSI TUTTI come una sorta di feccia tribale e facinorosa, dedita solo al vandalismo ed al malaffare.
La cosa più grave è che queste continue ingiurie, spesso accompagnate da una mal celata venatura di “razzismo”, hanno visto in prima linea anche alte cariche istituzionali, che anziché provvedere, come da proprio ruolo e dovere, alla prevenzione dei fin troppo prevedibili incidenti, hanno preferito il ruolo più semplice e comodo di spettatori interessati, ergendosi, solo oggi, a “falsi moralizzatori”.
IL COMITATO INVITA TUTTI COLORO NE AVESSERO VOGLIA A UNIRSI IN UN TAVOLO DI DISCUSSIONE SULLA NOSTRA PIATTAFORMA MEDIATICA, DOVE SARA' POSSIBILE ANCHE VISIONARE LE NOSTRE DISCUSSIONI NEI GIORNI PRECEDENTI DOMENICA 31 AGOSTO 2008, IN CUI CON INFANTILE E INGENUA "PREVEGGENZA" SI PREVEDEVANO TUTTI GLI SCONTATI DISORDINI ATTUALMENTE SULLA GOGNA MEDIATICA ITALIANA!
La decisione del Viminale , giusta o sbagliata che sia, della soppressione delle trasferte per i supporters napoletani per l’intero campionato , seppur discutibile era ampiamente prevedibile.
Ciò che invece troviamo completamente illogico , oltre che profondamente ingiusto, è la fin troppo ventilata prospettiva di poter chiudere lo Stadio San Paolo in occasione dell’imminente match con la Fiorentina.
Non riusciamo a comprendere quale possa essere la “ratio” , giuridica oltre che logica, di una tale eventuale iniziativa.
Come possono i tifosi del Napoli e la Società stessa ritenersi in qualche modo responsabili, soggettivamente o oggettivamente , dei danni provocati ad un treno da una sparuta minoranza di viaggiatori (per lo più pluripregiudicati) , lasciati completamente indisturbati dagli organismi preposti all’Ordine Pubblico?
Nel caso in cui venisse posta in essere una tale indecorosa misura coercitiva, il Comitato, il Forum TCS e la moltitudine dei tifosi perbene del Napoli, invitano la SSCN ad attuare tutte le misure di natura legale atte alla tutela della sua immagine e dei suoi diritti.
Nella malaugurata ipotesi che si addivenisse invece ad una soluzione “salomonica-pulcinellesca”, ovvero consentire l’accesso alla partita ai soli abbonati, invitiamo il Presidente a voler dare un segnale dalla forte valenza morale che tale delegittimazione porterà.
Ci auguriamo che questa nostra iniziativa, dettata esclusivamente dalla passione sportiva e dallo sdegno che stiamo provando in questi giorni, possa incontrare l’adesione del maggior numero di persone.
Il Comitato Stabile per la Difesa del Patrimonio Tecnico SSCN
E LA COMUNITA' VIRTUALE DEL TCS FORUM.
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zebantide
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mercoledì 3 settembre 2008
'A finale do torneo
Scrivero' d'altro, perche' sono abbastanza disgustato da quanto successo, l'idiozia dei violenti e la malafede dei potenti.
Scrivero' di quello che e' lo sport per l'animo pulito di un bambino.
Che ggioia! 'Na sfrennesia malata
me pigliaje, 'a notte 'a passaje
sunnanno cu ll'uocchje apierte.
Sentevo 'na festa 'e suoni attuorno
'a gente ca me chiammava
mentr'je currevo forte
appriesso a nu' pallone.
'O juorno po' arrivaje 'mpruvviso,
je me sussette c'a paura 'ncuorpo
ma senza maje fidarme 'e me ferma'.
'O tiempo da partita era venuto
scavanne dint'a panza nu pertuso
e je m'appriparaje pe i' a juca'.
MMiezo a tutte e cumpagne
m'annascunnevo pe' piglia' curaggio
quanno se steva accumincianno.
Sbattute e mano, strilla a luntano,
povere e surore se quagliavano all'aria,
tutta 'a passione rigneva 'e pulmune.
'A partita vulaje dint'a nu' lampo
e je me sentevo cchiu' felice
cchiu' liggiero 'e n'acquilone
'e piedi nun sentevano 'o turreno
nun me 'mpurtava 'e niente
'nzieme cull'amici je me sentevo bbuono.
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zebantide
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Ecco la soluzione....!
Ecco la soluzione....chiudiamoli in un recinto tutti e buttiamo la chiave....!
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Qwerty61
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martedì 26 agosto 2008
Forza Napoli
Ricordate il Napoli di qualche anno fa? beh questo amico aveva fatto un cortometraggio per raccontare la EX situazione in cui versava la nostra adorara squadra...molto divertente gurdatelo!
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Stefanuccio
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venerdì 22 agosto 2008
Fair Play
Dicette Ciccio Totti mentre facea nu rutto:
o'Napule, dummeneca, mo' faccio sciaqua e strutto.
Lavezzi rispunnette: te piace sciaqua e strutto?
Ciccì bello do'frato, ffà 'mmocca a chite è muorto
e te va bbona e meglio che nun me sente stuorto
si nò te dico pure ca tieni o'culo rutto.
Spalletti a' coppa a mano: ma nun ve pare brutto
e fa sta discussione cu 'e muorti e 'e culi rutti?
Na voce se sentette venì a' coppa a panchina:
Zellù chiure stu cesso ca tu si na latrina.
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Mimmop
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mercoledì 20 agosto 2008
Frammenti di memoria
Comm' er' bell' 'o Paes' mie quann' er' guaglion'.
'Nta Staggion' 'o ciel' er' semp' azzurr'.
L'aria sapev' 'e acqua e pomice
e tenev' 'addor' d'o mar' e d'e pinet'.
Comm' er' bell' 'o Paes' mie quann' er' guaglion'.
Come un branco di lupacchiotti noi crescevamo per strada sorvegliati da decine di occhi di mamme che sedute ai balconi, alle finestre e fuori dei bassi ci chiamavano, ci "alluccavano", ci guardavano....
Il vicolo era una fortezza e qualunque estraneo era osservato e seguito fin a quando non andava via. Assolutamente non doveva avvicinare bambini e ragazze in età prematrimoniale perchè immediatamente qualche adulto interveniva a chiedere:"Addò ita ì'? A chi cercat'?"
Il problema, per le nostre mamme, nasceva quando eravamo presi dalla naturale e insopprimibile brame d'avventura. Loro ci raccomandavono di non frequentare luoghi solitari (raccomandazione assurdamente inutile e quindi sempre inascoltata) ed evitare i "vecchi" che avevano la feroce e da me mai compresa abitudine di "levare il grasso dalle piante dei piedi" dei bambini.
Le mamme non parlavano mai di perversioni più o meno "sessuale"; un po' per pudicizia, un po' perchè istintivamente sentivano che era meglio non stuzzicare la nostra curiosità morbosa.
Una cosa comunque era certa: ai nostri piedi eravamo teneramente affezionati ed eravamo disposti a tutto pur di impedire che qualche laido vecchiaccio portasse a compimento la nefanda impresa. La migliore difesa, lontani dal vicolo, era il muoversi in banda.
Una banda di scugnizzi in missione esplorativa, ben forniti di micidiali pietre vesuviane, era una terribile unità militare, generosa fornitrice di lavoro per i "Pronto Soccorso".
In quei tempi la parola "sesso" era proibita nel normale lessico popolare e sostituita dalle locuzioni verbali: "fare le schifezze", "fare 'e ccos' malament' ". Queste espressioni "dovevano" essere seguite da un smorfia di severa riprovazione da parte degli uomini, mentre le donne, dopo un gesto di pudica ripulsa, facevano seguire un commento del tipo:"Madonna Addulurat' liberaci d'e peccat' ".
Quando ero bambino, "fare l'amore", rigorosamente il Giovedì a casa della donna e dell'uomo di Domenica, non significava "fare sesso", ma guardare la propria "promessa sposa" e tentare di sfiorarla di nascosto, di sentirne l'odore. Era tutto un duellare, un continuo tendere l'arco senza mai scoccare la freccia, una dolce,intensa, inestinguibile sofferenza in cui la donna sapeva di non dover cedere, pena la perdita del rispetto del fidanzato; promettere molto e mantenere poco, quasi niente.
Don Peppino Marotta, nella sua raccolta di critiche cinematografiche ,"Facce Dispari", raccontava:"A diciott'ann', quann' pensav' a Carmela mia, pur' 'o vient' 'e Aust' s' venev' a scarfà vicin' a mme!".
Trovo veramente "scombisciante" che in questa Società, così edonista e permissiva da un lato e così bigotta, maschilista e intollerante dall'altro, solo gl'omosessuali "nascosti" possano, casti, assaporare tali dolci tempeste d'amorosi sensi!
Perduti, amati tempi
quando i volti erano diversi
e i gesti, diverse le parole.
Quando la Cultura Contadina,
vetusta d'anni, sorreggeva
con braccia poderose,
come gl'archi di un acquedotto
romano, la nostra Società.
Nella mia prima giovinezza, negl'anni sessanta, sotto le poderose picconate di oltre dieci anni di televisione, i costumi di noi giovani erano ormai cambiati e i valori messi in discussione.
Io appartengo alla generazione del 68, della Contestazione Globale, dell'Immaginazione al Potere, di Kerouac, dei Figli dei fiori, dell'LSD. Satre e Marcuse erano i numi tutelari, Rudy Dutschke e Cohon Bendit i nostri eroi. Cantavamo i Beatles e i Rolling Stones e sognavamo l'America.
Totò nei ultimi film ci faceva il verso (chi rammenta il contrabbasso esistenzialista?).
Le nostre parole erano cambiate, i nostri gesti. Anche fisicamente eravamo cambiati: magri,lineamenti volpini, colorito malaticcio, occhi cattivi, debosciati e con problematiche psichiche e sessuali; le donne, ,poi, in minigonna e.... "scatenate".
Pasolini, a muso duro, ci urlava:"Vi odio! Preferisco i poliziotti a voi. Quelli hanno le facce del Popolo; voi no! Voi avete la faccia dei vostri padri: piccolo-borghesi, bigotti, razzisti e guerrafondai.
D'estate, scalzi, discinti con un costumetto arrabattato, andavamo al mare. Certamente evitavamo le spiagge frequentate dagli adulti. Questi avevano l'irritante abitudine di riferire le nostre monellerie ai nostri genitori e ciò era sempre deprimente per il nostro fondoschiena.
Andavamo in una spiaggetta isolata, raggiungibile soltanto percorrendo un lungo tratto dei binari della ferrovia.
Questa spiaggetta era protetta da una corona di scogli che da un lato arrivava fino a riva a creare uno specchio d'acqua sempre assolutamente piatto.
Il lato chiuso proseguiva con una sottile striscia di sabbia chiusa a livello del bagnasciuga da una serie di enormi cubi di cemento strettamente affiancati che avevano la funzione difendere la ferrovia dai marosi.
In questo luogo meraviglioso sguazzavamo liberi e felici fino a quando non venivamo assaliti dai morsi della fame e della sete.
Per la fame non c'era problema: la ingannavamo con qualche patella o qualche granchio se riuscivamo a catturarlo.
Per la sete avevamo scoperto che, scavando dove c'erano i cassoni di cemento una buca di circa 50-60 cm, facevamo affiorare una piccola pozza d'acqua che la lenta filtrazione aveva dissalato.
Con infinita cautela, per evitare che le pareti franassero, servendoci soltanto della mano per attingerla, noi riuscivamo a dissetarci.
Raramente nella mia vita ho bevuto acqua migliore. Quei pochi sorsi d'acqua evidenziavano la nostra capacità di sopravvivere, di utilizzare ogni risorsa, l'appartenenza ad una specie dominante: i cuccioli stavano crescendo, diventavano lupi.
Ma un triste giorno ci si accorge di essere cresciuti troppo, l'anima è coperta dalle cicatrici di troppe battaglie, oppressa da troppi ricordi. Nel passato un'infinità di ombre, nel futuro undeserto. Con passo stanco si avanza meccanicamente nella speranza di una ulteriore "emozione", là forse oltre quel dosso, oltre quella curva....
Al tramonto della vita è l'acqua che ristora l'Anima ad essere essenziale per proseguire il viaggio più di quella che ristora il corpo.
La gola è asciutta come legno, si raccoglie l'ultima goccia d'acqua dalla fiasca, ci si guarda intorno, si cercano segni, indizi.....si prosegue, con tenacia, sperando, pregando,...forse più in là, oltre quel masso, oltre quei rovi.
Ed ecco si scorge alta una roccia , accanto un boschetto; si avanza con passo spedito. Giunti, si osserva il terreno, ci s'inginocchia, si scava....e l'acqua affiora pura, limpida. Ringraziando la Divinità ci si disseta, se ne raccoglie un po', si ricopre la buca con religioso rispetto.
Ristorato,il dolore delle cicatrici lenito, alleggerito il fardello dei ricordi, si osserva la strada che si perde oltre l'orizzonte e si riprende il cammino.
Alta, incorruttibile sta
in un deserto di sentimenti rinsecchiti,
popolato di ombre che si credono uomini,
generosa ai viandanti di acqua ristoratrice
e ombra protettrice ai sonni sereni.
(a Giuliano)
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Riccardo
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venerdì 15 agosto 2008
Senza paura
Zittu zitt ce ne jammo
cammenanno pe ll'Europa
quacche sfizzio ce levammo
lesto comme 'o sette a scopa.
Na puntata dint'Atene
doppo vola in Albania
po nisciuno ce mantene
nun se cagna chesta via.
Forza Napoli campione
de curaggio e de furtuna
de'incredibile passione
sotto 'o sole e sott'a luna,
curre ca sulo nun staje
manco mmiezo a li stranieri
nun te mancarranno maje
sti tifosi cu 'e bbandiere,
chisti cori ovunque vaje
so pe tte- nun ave' paure!!
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zebantide
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martedì 12 agosto 2008
Aspettando la prima di campionato....
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Stefanuccio
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sabato 9 agosto 2008
Pacienza...
'O saccio ca e' nu suonno
ca me sto fruscianno
'o ssape tutto 'o munno
ca nun e' chisto ll''anno;
"senza ca vaje 'e pressa-
me dice 'a cerevella-
a fine e' sempe 'a stessa
si nun t'ammesure 'a palla".
Embe' che c'aggia fa-
'a capa nun e' bbona
pecche' nun se po scurda'
de tiempe 'e Maradona
e mo' vulesse ca
sta squadra-comm'allora-
turnasse a trionfa'
pe tutto 'o munno ancora.
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zebantide
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domenica 3 agosto 2008
Buon Compleanno, Mimmo!
Come si vede non sono un verseggiatore e questa non è una poesia: sono soltanto delle parole d'amore per la mia Città e un omaggio al nostro massimo Poeta che oggi compie trent'anni.
Maronn' ch' stanchezz'
m' sent' tutt' scassat'
è passat' 'n'at'ann'
e vac' annanz' a m'ricin'
Ogni juorn' pass' dopp' pass'
veng' dint' a stu vico 'ncoppa Pusillec'
m'assett' 'ncopp' nu murill' sbricciat'
stregn' 'o baston' cu 'e mman' signat' 'e vicchiaia
Chiud' l'uocchie e aspett'.
'N'aria p'sant', spessa, abbufagnat'
nasconn' 'o Vesuvio luntan'.
Napule appen' s' 'ntraved'
ca guard' scucciata nu mar' 'e chiumm'.
Nun s' sent' 'na voce
ne 'nu rummor' 'nt' a stu vico
Nun s' mov' 'na foglia
dint' 'e ciardin' ca addor'n 'e nient'.
Ogni tant' arap' l'uocchie
e guard' 'a f'nestr' semp' chius'.
Stong' sul' dint' a stu vic'.
Sul' 'na iatta scurt'cata,
c'a cap' dint' 'a 'na bust' 'e munnezza,
mastica 'na capa 'e sard'.
'L' vott' nu vriccill' p'a chiammà.
S' vot', m' guard', s'allecc' 'na zampa
e torn' a sp'zzulià.
Primm' 'e furastier'
venevan a Napule pe s' l'accattà
oggie ven'n pa risanà.
Chi vo' luvà 'a munnezza,
chi 'a disoccupazion'
ce stà chi vo' luvà 'a camorra
e chi ce vo' 'mparà a cantà
e ce stà pure chi ce vo' 'mparà a campà
Tutt' ten'n' 'a ricett', tutt' ten'n' 'a m'ricin',
ma cumm' ven'n' po' s' n' vann'.
Chelli ccure vann' bbon'
p' Rom', Gen'v', Milan'
ca so' fatt' 'e pret', cav'c' e jastemm',
ma nun so' bbon' p' Napul'
ca è fatt' 'e sangue e anima,
o' sangue 'e chi c' campa
e l'anima 'e chi nun c' po' campà.
S' n' vann' e dicen' ca Napul' è mort',
ma Napul' nun è mort', sta' durmenn'.
Nu iuorn', tutt' 'e f'nestr' 'e stu vico
s' spapanzarann'
e tutt' 'e Puet' 'e Napul' cantarrann'
l'Ammor' p' sta Città senza par'.
Tutt' 'e caiole sarann' appes' for',
'na lavannara cantarrà e s' n' vantarrà,
na vicchiarella ass'ttat' for' o balcon'
diciarrà 'e ccose 'e Ddio e
arracquarrà 'o ciard'niell' 'e test'.
'O ciel' finalment' azzurr'
car'zzarrà tenerament' 'o mar'.
'O Vesuvio jettarrà 'a cupert'
e cu l'ammor' 'nta ll'uocchie
guardarrà 'a Sirena ca s' stira
sunnacchios' vicin' 'o mar.
E je chiud' l'uocchie e aspett'.
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Riccardo
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