venerdì 15 ottobre 2010

VESUVIO CONTRO ETNA














Dopp'o fermo 'e 'na semmana
sento ca me saglje 'a smania
pecche' 'a squadra gia' s'allena
p'a trasferta d'o Catania.
Robba tosta 'e rossoblu'
sanno fa nu bello juoco
specie in casa dann'e cchiu'
e 'e partite song'e fuoco.
Ma pecche' sti maraviglje?
Simmo frate de scintille
de tizzune simme figlje
e da lava e de lapille.
Simmo figlje a dduje vulcani
ma si l'Etna e' cchiu' gruoss
'o Vesuvio(manc'e cani)
po' se sceta e ffa 'na mossa
comm'a squadra dopodomani
po' ve rompe tutte l'ossa
dint'a 'na sbattuta 'e mani.

giovedì 14 ottobre 2010

Le pecore (bianco-rosso-azzurro) NERE d'Europa!

Per capire meglio il post di martedi' e' utile fare un po' di esempi comparativi con gli altri campionati per cui comincero' con la Germania. Le medie delle tre squadre italiane in testa a quella classifica stilata sulla base dei risultati dal 45 a oggi, se andiamo a considerare gli ultimi 20 anni e li paragoniamo al resto delle squadre italiane assumono distanze abissali, in quanto c'e' un predominio assoluto nelle vittorie dei campionati lasciando veramente solo briciole agli avversari.
In Germania dando un'occhiata allo stesso periodo si potrebbe concludere che il Bayern e' un po' il corrispettivo delle strisciate avendo vinto il titolo tedesco per 10 volte negli ultimi vent'anni. Ma grattando la fredda superficie dei numeri vediamo che la sostanza e' completamente diversa, perche' il Bayern riesce a ottenere tanti successi perche' prima di tutto societariamente e' una macchina perfetta. Basti vedere che finanziariamente e' il quarto club piu' ricco del mondo, producendo introiti annui per 300 mil. di euro, tenendo a debita distanza tutte le altre concorrenti in patria. E' una societa' per azioni con 150.000 soci e due main partners in societa' (Audi e Adidas per un 20%) che nonostante i debiti per la controllata proprietaria dello stadio Allianz Arena non ha problemi finanziari e un buon equilibrio di esercizio. Questa la prima differenza dai suoi competitors tedeschi ma soprattutto italiani che navigano nei debiti e hanno prodotto solo perdite di esercizio.
Inoltre il Bayern non ha mai subito penalizzazioni per illeciti sportivi o finanziari, seconda sostanziale differenza.
Terza grossa differenza, questa riguardante la Bundesliga rispetto alla serie A italiana, le squadre che competono con il Bayern per il titolo, pur facendo parte di un lotto storicamente e finanziariamente d'elite, si sono alternate al Bayern in questi anni in modo incondizionato da fattori esterni, ma determinato solo dalla forza delle squadre nell'anno in questione e dai risultati del campo.
Infatti vediamo dalla seguente tabella quante squadre si sono fregiate del titolo tedesco


90-91 kaiserslautern
91-92 stuttgart
92-93 werder
93-94 Bayern
94-95 borussia
95-96 borussia
96-97 B
97-98 kaiserslautern
99 B
00 B
01 B
02 borussia
03 B
04 werder
05 B
06 B
07 stuttgart
08 B
09 wolfsburg
10 B


da cui si puo' vedere come in 20 anni se pur il Bayern ha fatto (logicamente) la parte del leone con 10 titoli negli altri 10 ben 5 differenti squadre lo hanno superato in classifica vincendo il titolo.
Una situazione totalmente differente da quella italiana dove da vent'anni la triade mafiosa tiene bloccato un campionato lasciando le briciole agli altri (soprattutto nelle partecipazioni alla CL) con una sola parentesi nel 2000 con Roma e Lazio, parentesi di scudetti pagati nel tempo con un fallimento evitato solo dalla politica.
Una supremazia strisciata ottenuta con le buone e con le cattive, anzi soprattutto con le cattive visti i tanti scandali (passaporti falsi, doping finanziario, bilanci truccati, false cessioni, debiti spalmati, tasse non pagate, retrocessioni e penalizzazioni, corruzioni arbitrali, etc ).
Alla prossima puntata...

mercoledì 13 ottobre 2010

AL CIRCO MASSIMO






Ajere steva 'a festa 'o Colosseo
cu belve e gladiatori dint'all'arena
e c'o cronista a ffa"comme pareo,
datele 'nfaccia, voglio 'a carneficina!".
Ce steva chi cercava 'o poco 'e gloria
e chi filmava p'asci' n'televisione
penzanno 'e s'arrubba' nu poco 'e storia,
turnanno arreto a 'e tiempe do Nerone.
Che belli faccie, che bella civilta',
se credono 'e fa 'a rivoluzione
ca ogne cosa po' giustifica'
ce basta sulo na rivendicazione,
e s'ammacchia' arret'a 'na bandiera
pe' ruvina' 'a vita all'ati cristi
ma stanno tutte quante dint'a 'na schiera
so' serbi, americani o so' leghisti.

martedì 12 ottobre 2010

Noi siamo il Napoli...

“Siamo arrivati da undici mesi e giocheremo ad Anfield Road con il Liverpool. Negli ultimi sedici anni, i tifosi ci giocavano con la Playstation. I gironi erano un nostro obiettivo e l’abbiamo raggiunto. Altre squadre sono andate a casa. Il passato glorioso resta, la tradizione è fondamentale”.


Bigon, con questa affermazione pur veritiera ma inopportuna, ha offerto il destro a quegli sciacalli che altro non aspettavano per riversare un po' di bile sulla societa'.
Gli stessi sciacalli che nel passato ricamavano le stesse critiche alle precedenti gestioni e che quel passato ora sembrano voler difendere a ogni pie' sospinto.
Ovviamente anche se Bigon ha esplicitamente inteso difendere il lavoro attuale senza denigrare i fasti passati, meglio avrebbe fatto a evitare il riferimento alla play-station, dal tono sbeffeggiante. In ogni caso ha risvegliato la mia curiosita' nel voler verificare con un criterio oggettivo, direi scientifico, la storia del Napoli attraverso i risultati nei vari campionati e attraverso le varie proprieta'.
Ovviamente mi sono interrogato su quale criterio adottare per un riscontro veramente obbiettivo, una valutazione scevra da ogni possibile influenza diciamo cosi' personale.
La risposta mi e' venuta nella maniera piu' semplice, infantile direi.
Se voglio sapere il valore effettivo del Napoli nel tempo rispetto alle altre squadre e coi vari presidenti mi basta sommare le varie posizioni ottenute in tutti i campionati, farne una media e confrontarla con gli stessi dati delle altre squadre.
Per evitare un lavoro dispersivo e inutile ho delimitato la mia ricerca alle migliori squadre del dopoguerra (periodo 1946-2010) tralasciando le altre che avrebbero avuto inevitabilmente valori inferiori. Ovviamente il 1 posto in serie A dell'anno x varra' 1, in serie b varra' 1+il num di squadre partecipanti alla serie A, il 1 di C varra'1+il num di squadre totali di serie A e B nell'anno in considerazione. Semplice e scientifico...
Ho tralasciato di porre eccezioni tipo fallimenti societari o penalizzazioni sportive perche' le considero frutto del risultato societario, dal quale dipende ogni altro risultato, sportivo e economico.
I dati raccolti hanno fornito spunti di riflessione interessanti che vi sottopongo qui

Juve 3,4
Inter 3,5
Milan 3,9
Roma 7,1
Fiorentina 7,7
Torino 10,1
Lazio 10,6
Sampdoria 10,9
Napoli 11,4
Bologna 12,8
Genoa 19,7


Il dato in se' (11,4) e' scarsamente significativo se considerato isolatamente, ma e' molto piu' rilevante se paragonato alle concorrenti.
Come vedete in questa classifica il Napoli e' 9: le prime tre destano ben poche sorprese, ma veniamo dopo Roma Fiorentina Torino Lazio e Samp, precedendo -fra le squadre che sono in qst speciale campionato 1946-2010 entro i 20 punti di media-, soltanto Bologna e Genoa. Qualcuno potrebbe obbiettare che includere i campionati del fallimento ci penalizza, ma e' un discorso futile perche' si potrebbe fare con tutte le altre squadre che hanno subito, chi prima e chi dopo, rovesci simili.
Vengono cosi' a cadere tutte le pretese di supremazia e di vanagloria, perche' a buon titolo potrebbero vantarsene molte altre prima di noi. Ancora un'obiezione pertinente sarebbe voler comunque prendere in considerazione i risultati piu' recenti, ma anche qui vedremo che saranno obiezioni vane.

Segmentando i dati del Napoli in periodi limitati, facendo riferimento alla proprieta'
viene fuori

pre-Cuomo(46/53) 12
Cuomo (54-62) 12
pre-Ferlaino (63/68) 10
Ferlaino (69/99) 8
post-Ferlaino (00-03) 26
De Laurentis (04/09) 23


che indica che il periodo migliore e' stato quello di Ferlaino indubitabilmente, ( alla faccia di tutti quelli che lo criticavano e lo criticano) sia per gli scudetti che per la media. Come pero' e' pur vero che Ferlaino ci ha lasciato in serie B e alle soglie di una morte annunciata, aldila' delle sue reali responsabilita'.
Dopo l'ingegnere il vuoto fino al fallimento, e poi Dela che nonostante sia ripartito da una C subita ha gia' migliorato il dato precedente, e se consideriamo gli anni dal suo ritorno in A, e' gia nella media Ferlainiana.
Con grandi prospettive di fare sempre meglio.
Per cui il discorso di Bigon era inopportuno ma non cosi' lontano dalla realta', perche' se e' vero che noi abbiamo avuto grandi trionfi e' altrettanto vero che abbiamo fatto molti piu' tonfi.

lunedì 11 ottobre 2010

Era de Maggio

E ora un po' di storia recente...

sabato 9 ottobre 2010

Musica poesia e pallone

Visto che non c'e' il campionato, sciacquammece l'uocchje




qui parte della manifestazione

venerdì 8 ottobre 2010

Ogni limite ha una pazienza!








Chesta 'a dedico a Prandelli,
'o misterr da nazionale
italiana, "dei fratelli"
dice l'inno: che rinale.
So dduje mise c'a Marcello
nuje l'avimme salutato
cu e' pernacchi e 'e cuppetielli-
chillu grande scurnacchiato.
Ogni scusa vene bona
pe' chiamma' a quaccheduno
de strisciati o do Verona
ma si 'a maglia azzurra tene
nu difietto sempe 'o trova:
chist'e' luongo e chill'e' curto,
o ce vo' nu mese 'e prova
ma fernesce sempe stuorto.
Mio Prandelli je t'avverto
'a pacienza sta fernenno
cca' tenimmo l'uocchje apierte
e nisciuno sta durmenno,
'a passione e' ancora seria-
pe l'Italia cca' se tifa-,
ma si 'o Sud se sfasteria
po fernesce ca ve schifa.

giovedì 7 ottobre 2010

Con o senza salary-cap.

Il principale ostacolo al pareggio di bilancio e', per i club che ambiscono a posizioni di rilievo, il peso degli ingaggi, lievitati, a causa di una competizione senza freno fra i top clubs, oltre ogni ragionevole limite. L'Uefa che, per il fair play finanziario, si e' ispirata ai modelli statunitensi di sport-business (che hanno nel pareggio di bilancio lo strumento essenziale per ottenere un risanamento delle varie societa', e perfino un'aumento della profittabilita' del sistema), non hanno potuto ricorrere al salary cap per la difficolta' della normativa europea sul libero mercato.
Cio' nonostante ritengo che l'obbligo del pareggio di bilancio imporra' ai club che aspirano alle competizioni europee, e che sono anche i principali colpevoli del disastro attuale, un automatico freno alle aste sui cartellini, calmierando i costi in base alle necessita' di rientrare nei parametri imposti. E' chiaro che i clubs coi ricavi maggiori avranno sempre maggiori possibilita' di offrire migliori condizioni economiche e ottenere i migliori giocatori, ma non permettera' loro di sforare senza limite qualsiasi ragionevole costo, che inevitabilmente porta i prezzi di cartellini e ingaggi a un rialzo costante e irresponsabile, causando il dissesto di molti clubs, con ripercussioni ancora piu' gravi a cascata nelle serie inferiori. Ovviamente la Uefa dovra' vigilare affinche' i clubs che per perseguire i propri interessi cercheranno-INEVITABILMENTE- nuovi escamotages siano bloccati e puniti. Perche' come si sa, data la loro perenne voracita', fatta la legge troveranno l'inganno.

mercoledì 6 ottobre 2010

'O rre d'e' rimonte!






Se sape ca l'Inter e' troppo forte
pecche' tene tre squadre dint'a una;
'a Juve arape ogn'anno 'a casciaforte
e spenne e spanne solde a beverune.
Invece 'a Roma grazie 'e cunuscenze
s'appara sempe -'a faccia 'e chi fallette-
e p'o Milan l'arbitro ce penza
si Berlusconi 'e soldi nun ce mette.
Pe ll'ati squadre lassan'e mulliche
p'e' ffa scanna' ogn'anno comm'a cani
e a chi nu posto in Europa se fatica
c'avimma fa una sbattuta 'e mani.
Sarra' pecche' so' 'e parte- nun discuto-
ma 'o Napule sta 'ncopp'a tutte quante
pecche' fino all'urdemo minuto
cumbatte, segna e prov'a ffa 'e rimonte.
Pircio' de chesta squadra je su cuntento
pecche' nun e' maje morta e nun s'arrenne
e ogne jucatore va pe' ciento
pure si Dela 'e sorde nun 'e spenne.

martedì 5 ottobre 2010

Diego canta

I mercanti nel tempio.

Ripubblico un'intervista di un sito gobbo del giugno 2009, il cui nome e' tutto un'ammissione(quando si dice nomen omen...: "Ju29ro"), perche' voglio capire con voi a che punto e' adesso quella dichiarazione d'intenti di allora.
Platini che come rubentino mi e' sempre indigesto, ha comunque avviato una politica, forse dettata dalle necessita' stringenti di una crisi globale, che indica l'unica via sana per una ripresa economica ma soprattutto morale del pianeta calcio.
Leggiamo prima l'intervista per rinfrescarci la memoria.




"In esclusiva per Ju29ro.com, Michel Platini ci spiega come la UEFA guiderà il cambiamento.


- Buongiorno Presidente. Innanzitutto La ringraziamo per aver accettato di rispondere alle domande che la nostra Redazione Le ha posto su un argomento di estrema attualità, come il fair play finanziario e i bilanci delle società di calcio europee. In particolare si sente parlare spesso dell’elevato indebitamento complessivo della Premier League mentre, a nostro avviso, la situazione di squilibrio finanziario nei conti del calcio è di ordine globale e riguarda principalmente le società che fanno capo a proprietari facoltosi che hanno facilmente accesso al credito bancario; Qual è al riguardo la valutazione dell'Uefa?
La situazione di “squilibrio finanziario” è tipica di tutto il sistema calcio e sarebbe riduttivo ricondurla a singoli club o paesi. Si tratta di un problema europeo, che colpisce tutti i paesi, dalle grandi alle piccole nazioni calcistiche e che quindi richiede una soluzione a livello europeo. Le cause di questa situazione sono da ricercare negli obiettivi perseguiti dalle società di calcio e nella struttura delle competizioni a tutti i livelli. A differenza delle imprese “normali” la ricerca del successo sportivo è l’obiettivo principale di una società di calcio, non il profitto. Il successo sportivo genera sovente un ritorno economico importante che spinge le società di calcio a preferire la spesa nel breve termine a scapito di un investimento di lungo periodo. L’UEFA ritiene pertanto necessaria una riforma globale che dovrà correggere comportamenti orientati al breve periodo fornendo incentivi per ridurre i costi, in particolare quelli legati agli stipendi e ai trasferimenti dei giocatori.

- A fronte dell’indebitamento riteniamo necessario differenziare quello contratto a fronte di investimenti duraturi, come lo stadio, da quello utilizzato per finanziare la gestione corrente e la corsa verso ingaggi sempre più elevati e rose di giocatori sempre più "esagerate". Nella giusta battaglia che l'Uefa porta avanti si potrà tener conto di questa sostanziale differenza?

Certamente si terrà conto di questa sostanziale differenza. Il debito per se non è negativo. E` necessario però che il livello d’indebitamento sia “sostenibile” nel medio/lungo termine. Sostenibile, non in funzione della capacità finanziaria di facoltosi proprietari ma della capacità del club di generare reddito. La riforma fornirà inoltre incentivi volti ad aumentare gli investimenti nelle infrastrutture e nei settori giovanili.

- I bilanci delle società italiane in particolare sono poco trasparenti e spesso artificiosamente sostenuti perché, in molti casi, si fa ricorso a società controllate e/o collegate unicamente per far emergere utili fittizi come quelli rivenienti, ad esempio, dalle finte compravendita dei marchi. Bisognerà ricorrere a nuovi accorgimenti e nuovi controlli, per esempio sul Bilancio Consolidato; l'Uefa li ha già studiati e li metterà subito in atto?

L’UEFA ha previsto l’applicazione delle nuove norme a livello di bilancio consolidato. In futuro saranno previsti maggiori controlli volti ad aumentare la trasparenza. Si tratta di una questione complessa che deriva in molti casi dalla complessità delle strutture societarie e dei sistemi giuridici nei 53 paesi membri dell’UEFA.

- Abbiamo letto della costituzione da parte dell'Uefa di un Comitato (Panel) di Controllo Finanziario per Club che valuterà la concessione delle licenze per le competizioni internazionali. Questo controllo sarà operativo già da questa estate in vista della Champions 2009-10? La stampa ha riportato la notizia secondo la quale il Comitato valuterà se i rispettivi organismi nazionali (in Italia la Covisoc) hanno operato adeguatamente nella concessione delle licenze Uefa. Nel caso di controlli nazionali indeguati, cosa succederà? Si darà modo ad una società non in regola di adeguarsi gradualmente oppure può succedere che un Club possa essere ammesso alle competizioni nazionali e non alle competizioni Uefa?

Al Panel di Controllo Finanziario per Club spetterà il difficile compito di monitorare l’applicazione delle norme delle licenze da parte degli organismi nazionali e il rispetto dei criteri finanziari da parte dei club. Il Panel, che sarà operativo già nel corso della stagione 2009/10, disporrà di ampi poteri di controllo e potrà deferire l’associazione nazionale e/o i club alla commissione disciplinare. I controlli riguarderanno solo ed esclusivamente i club qualificati per le competizioni Europee. In caso di inadempienze è possibile che un club non sia ammesso alle competizioni dell’UEFA.

- Oltre ad un maggior rigore nei controlli sui bilanci, l'Uefa sta ricercando consenso su altre misure di fair play finanziario, prima tra tutte il vincolo nel rapporto tra spese e fatturato. Ha la sensazione che sia un obiettivo raggiungibile? Non c'è il pericolo che le grandi società europee si orientino per un loro campionato, una specie di Eurolega?

Riteniamo che il vincolo tra spese e fatturato sia un obiettivo raggiungibile. Non sarà semplice ma riteniamo sia necessario. Ci vorrà del tempo. I club dovranno imparare a competere con i “propri mezzi”. Dovranno ridurre le spese e aumentare le entrate. In molti paesi il sistema dovrà essere profondamente riorganizzato, e si dovrà agire in fretta altrimenti si rischia il collasso. Su questo tema delicato siamo in costante contatto con i presidenti dei club che ci sostengono in questa iniziativa perché hanno capito che le nuove regole che stiamo studiando non sono contro di loro, ma, al contrario, sono in loro favore. Le nuove regole dovranno infatti permettere di raggiungere un equilibrio finanziario di medio/lungo termine proteggendo i club dalla continua ed inesorabile lievitazione dei costi che sta portando molte società sull’orlo del fallimento. Siamo convinti che la riforma del sistema fornirà ai club nuove opportunità di sviluppo. Coloro che agiranno in fretta e sapranno sfruttare le nuove opportunità saranno avvantaggiati. Molti presidenti lo hanno capito e hanno già cominciato a guardare al bilancio con maggiore rigore che in passato e ad implementare politiche mirate per accrescere il valore del proprio club nel medio/lungo termine.

- Dei bilanci “gonfiati” si è parlato apertamente in Italia (e noi di www.ju29ro.com l'abbiamo documentato) di illeciti tollerati, cioè di operazioni tecnicamente non regolari in termini di normativa sportiva ma “tollerate” dall'autorità di vigilanza nazionale. A Suo avviso, c'è oggi una sensibilità diversa rispetto al passato nelle istituzioni, nell'opinione pubblica, negli sportivi stessi che renda possibile l'obiettivo di bilanci sostenibili e quindi la somministrazione di adeguate sanzioni per chi si rende responsabile di quelle operazioni
sportivamente illecite?

L’UEFA ritiene vi sia maggiore sensibilità in materia di rigore economico/finanziario. L’attuale crisi finanziaria ha evidenziato la vulnerabilità del sistema. Le società cominciano a capire che i ricavi non potranno crescere per sempre e le istituzioni sono preoccupate e richiedono maggiori controlli. Per esempio in Gran Bretagna una commissione parlamentare formata da rappresentanti di tutti i partiti ha richiesto una profonda riforma del sistema calcio. Anche altri paesi si stanno muovendo nella stessa direzione. E` un passo difficile ma fondamentale. Chi non sarà in grado di mantenere una politica sostenibile o si renderà responsabile di illeciti sportivi sarà sanzionato o privato di incentivi che verranno invece ridistribuiti tra coloro che hanno rispettato le regole ed adottato misure di fair play finanziario.

- Le società di calcio in Europa devono sottostare a regimi fiscali differenziati e vigenti nella nazione di appartenenza. Alcune di queste beneficiano di aliquote più basse con la conseguenza di una maggiore competitività nell’ambito del calciomercato. L’Uefa ha considerato questo problema e ha in programma di presentare proposte in sede Europea per eliminare questa importante anomalia che penalizza, ad esempio, le squadre italiane rispetto a quelle spagnole?

L’UEFA ha considerato la problematica dell’armonizzazione fiscale e auspica che i governi dei vari paesi dell’UE possano affrontare questa situazione che è molto complessa. Comprendiamo bene che dal punto di vista italiano la situazione possa apparire sfavorevole se paragonata ad altre realtà Europee. L’Italia però non è il solo paese in Europa con una pressione fiscale elevata; altri paesi affrontano il medesimo problema. Si tenga poi conto che più di venti federazioni dell’UEFA non fanno parte dell’UE e pertanto un’armonizzazione a livello UEFA sarebbe ancora più difficile. Non è poi l’unica anomalia. Per esempio importanti differenze tra i vari paesi esistono in materia di strutture societarie, modelli di ownership, regole sulla proprietà degli stadi oppure ancora in materia di ridistribuzione degli introiti televisivi. I club, a livello nazionale ed internazionale, non sono uguali e l’UEFA non può armonizzare i vari regimi fiscali e commerciali. Fair play finanziario non significa uguaglianza finanziaria ma capacità di competere con il proprio reddito tramite una politica finanziaria sostenibile nel medio/lungo termine.
"

C'erano molti punti condivisibili ma cosa e' stato realmente avviato e cosa anche parzialmente realizzato? Diciamo che passi fondamentali sono stati gia' fatti, dato che dal 2012 il fair-play finanziario sara' operativo, obbligando i clubs europei a ottenere un sostanziale pareggio fra costi e ricavi e la necessita' di attrezzarsi per tempo ha gia' imposto un mercato al risparmio in tutta Europa. Da qui lo strumento degli acquisti rateizzati dei cartellini piu' costosi, o il prestito con diritto di riscatto per evitare di investire somme importanti su giocatori che poi non sono adatti ai progetti societari. Ovviamente le societa' che hanno provocato il dissesto generale in nome di un successo ad ogni costo, dilatando i costi ben oltre i ricavi e mettendo cosi' fuori gioco tutti gli altri clubs, cercheranno di ostacolare un tale processo che sostanzialmente annullerebbe- anche se parzialmente- quel gap finanziario creato artificiosamente, se non fraudolentemente.
Un esempio di questa resistenza lo offre il richiamo che nel seguente articolo lo
stesso Platini fa -manco a dirlo!! - a Berlusconi, che di questa mala gestione in Italia e' stato il precursore e l'artefice.




"Il nuovo tormentone dei palazzi pallonari europei si chiama fair play finanziario: dal 2012 tutte i club dovranno spendere solo quello che guadagnano, puntando al pareggio di bilancio e di conseguenza ad una gestione più oculata.
L'obiettivo di ridurre i costi, e di conseguenza le spese, dovrà essere il primo obiettivo delle società, che saranno strettamente controllate a livello finanziaro (con tanto di sanzioni in caso di inadempienze).


Sull'argomento è tornato in questi giorni Michel Platini, che ha sottolineato come soltanto la Bundesliga è attualmente in regola a livello europeo. In Germania infatti "solo" il 51% dei ricavi finisce ai giocatori tramite gli ingaggi, mentre in Italia questo valore si attesta al 68% (uno dei più alti in Europa).
Il presidente dell'Uefa si è pure soffermato sulle due squadre di Milano e i loro rispettivi mercati estivi: "L'Inter condivide la filosofia Uefa e ha giustamente cominciato a modificare la sua strategia. Non è un caso che Moratti mi abbia più volte manifestato l'intenzione di ridurre i costi e di investire nella costruzione di uno stadio di proprietà".
Elogio dunque alla nuova polemica di Moratti, mentre per Berlusconi arriva un implicito avvertimento: "Il Milan? Se ha preso Ibra e Robinho significa che punta molto su di loro. Sono grandi campioni ed è normale che ricevano stipendi più alti. Berlusconi è un grande imprenditore e come tale sono sicuro che non avrà difficoltà a soddisfare le nuove regole".


Come si vede chi usa il giocattolo calcio solo per fini extra-sportivi non ha alcun interesse a invertire la rotta, ma se la maggioranza dei club sapranno imporre la logica del buon senso ai malandrini non rimarra' che adeguarsi o -molto piu' probabilmente- levarsi finalmente dai coglioni.

lunedì 4 ottobre 2010

IL NAPOLI HA FATTO 13!






Ieri dopo 13 anni dall'ultima vittoria sui romanisti il napoli batte cabala e avversario con una prestazione maiuscola.
La partita era tosta e indigesta, i giallorossi sono da anni una bestia nera e il derby del sud e' stato sempre una tripla nei pronostici della vigilia.
Ma stavolta e' proprio il caso di dire che abbiamo fatto 13 facendo bottino pieno e agguantando il secondo posto dietro Lazio e Inter.
Ecco, una nota di merito anche per nonno Reja capolista -pur temporaneo- alla faccia dei denigratori del nostro ex-timoniere.

Sul Napoli e questa vittoria ci sarebbe molto da dire: un'affermazione senza ombre, ma con tante difficolta'. Perche' la Roma e' venuta a giocarsela e i timori erano reciproci, ma la voglia di vincere gonfiava ambedue le squadre. Dopo un primo tempo in cui la Roma ha fatto molto possesso ma il Napoli ha avuto le occasioni migliori, nel secondo gli azzurri hanno disperso il branco di lupi con una serie di raids degni dei migliori incursori, fendendo la difesa avversaria con le volate di Lavezzi, Dossena, Cavani, Hamsik e Maggio, fino a bucare per due volte uno straordinario Lobont. E cosi' la festa al S.Paolo e' potuta esplodere in tutta la sua gioia, cosi' come per le strade di Napoli e nel mondo.
Una nota d'eccellenza per Mazzarri che nonostante il turn-over complicato sta riuscendo a gestire due competizioni, a inserire i nuovi portandoli a un livello sufficiente e a ottenere risultati importanti. Se riesce a passare il girone eliminatorio e a rimanere nei primi quattro in campionato questo 2010 sara' stato il suo anno-capolavoro. Poi nel 2011 babbo Dela- a partire da gennaio- ci deve pensare. Perche' sarebbe un delitto non rafforzare ulteriormente questa squadra e non provare ad osare di piu'.
FORZA GRANDE NAPOLI!